La Commissione europea ha dato il via libera a un maxi piano italiano da 6 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile.
Il regime approvato rappresenta uno dei più ambiziosi interventi pubblici europei nel campo dell’energia pulita e si inserisce nel più ampio quadro della strategia Ue sull’idrogeno e del Green Deal.
Indice
Come funziona il piano italiano sull’idrogeno
Il programma prevede il sostegno alla produzione di 200.000 tonnellate annue di idrogeno rinnovabile, utilizzabile soprattutto nei comparti ad alta intensità energetica.
Sono ammesse diverse tecnologie:
- idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili;
- idrogeno da fonti biogeniche, attraverso processi biologici e termochimici.
Il meccanismo chiave è quello dei contratti bidirezionali per differenza (CfD), uno strumento già utilizzato per stabilizzare gli investimenti energetici.
In pratica viene fissato un prezzo di riferimento tramite gara competitiva e poi
- se il mercato scende sotto quel prezzo lo Stato compensa i produttori;
- se il mercato sale sopra quel prezzo i produttori restituiscono la differenza.
Si tratta di un sistema pensato per ridurre il rischio e rendere bancabili progetti ad alta intensità di capitale.
Durata e obiettivi strategici
Il regime resterà in vigore fino al 31 dicembre 2029 e punta a rafforzare la filiera italiana dell’idrogeno, ridurre le emissioni nei settori hard-to-abate, accelerare la transizione energetica.
Secondo Bruxelles, il piano è coerente con la strategia europea per l’idrogeno lanciata nel 2020 e il quadro sugli aiuti di Stato per clima, energia e ambiente (Ceeag 2022).
La priorità per l’Ue è sviluppare l’idrogeno rinnovabile. La strategia REPowerEU del 2022 ha stabilito l’obiettivo di produrre 10 milioni di tonnellate e di importare 10 milioni di tonnellate entro il 2030. Entro il 2050 l’idrogeno rinnovabile coprirà circa il 10% del fabbisogno energetico dell’Ue, decarbonizzando in modo significativo i processi industriali ad alta intensità energetica e il settore dei trasporti. L’idrogeno è una componente fondamentale della strategia dell’Ue per la transizione energetica, l’azzeramento delle emissioni nette e lo sviluppo sostenibile.
Perché Bruxelles ha approvato gli aiuti
La valutazione della Commissione si basa sull’articolo 107 del Tfue e su criteri precisi. In particolare, il piano è stato ritenuto:
- necessario, perché senza incentivi il mercato non investirebbe in idrogeno verde;
- proporzionato, grazie alla selezione tramite gare competitive;
- efficace, per l’impatto diretto sulla riduzione delle emissioni;
- compatibile, poiché i benefici ambientali superano le distorsioni della concorrenza.
Il ruolo dell’idrogeno nella transizione energetica
L’idrogeno rinnovabile è considerato una delle leve principali per decarbonizzare acciaio, chimica e trasporti pesanti ma anche per ridurre la dipendenza da combustibili fossili e stabilizzare sistemi energetici basati su rinnovabili intermittenti.
Il piano italiano può generare effetti rilevanti quali l’attrazione di investimenti privati, lo sviluppo di nuove infrastrutture energetiche e il rafforzamento della competitività industriale.
In prospettiva, l’Italia punta a diventare uno degli hub europei dell’idrogeno, superando i ritardi strutturali e sfruttando:
- posizione geografica strategica;
- capacità industriale;
- potenziale nelle energie rinnovabili.
Il commento di Teresa Ribera
Così ha commentato Teresa Ribera, Vicepresidente esecutiva della Commissione europea per una Transizione pulita, giusta e competitiva:
Il regime sosterrà la produzione di idrogeno rinnovabile in Italia a favore dei settori in cui può contribuire maggiormente alla riduzione delle emissioni. Il regime contribuirà alla transizione pulita, giusta e competitiva.