Estate 2026, caldo record in tutt’Italia: perché El Niño non è la vera causa

Le proiezioni dei centri meteo internazionali chiariscono il ruolo del riscaldamento globale antropico dietro le anomalie termiche in corso

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

L’informazione sulle temperature estive 2026 si è focalizzata a lungo sul tema di El Niño. Viene infatti considerato il responsabile dell’aumento della temperatura, anche di breve periodo, in Europa. Si parla di probabilità del fenomeno, tra El Niño e super El Niño.

Nonostante le previsioni del servizio europeo Copernicus, della Noaa e della Columbia University, si continua a parlare di “probabile” e non di una conferma del fenomeno.

Cos’è El Niño

El Niño di cui tanto si sente parlare è un fenomeno che fa aumentare la temperatura superficiale delle acque tropicali dell’Oceano Pacifico. Si tratta quindi di qualcosa di molto localizzato e che deve il suo nome ai pescatori peruviani che notarono per primi il fenomeno.

“El Niño”, ancora più nello specifico, fa riferimento al Bambin Gesù, perché il fenomeno spesso si presenta già a partire dal mese di dicembre.

Si tratta di una variazione naturale della temperatura marina del Pacifico equatoriale e si contrappone a un altro fenomeno, ovvero La Niña, che invece rappresenta l’abbassamento delle temperature. In America Latina questi due fenomeni determinano eventi estremi regionali.

Perché non c’entra con il caldo estivo in Europa

È un fenomeno ciclico e naturale che si ripete ogni 2-7 anni e l’ultimo episodio risale all’estate 2023. Soprattutto è un fenomeno circoscritto a un’area definita, ma può incidere sul clima globale. Le probabilità che si verifichi quest’anno sono molto alte e, a seconda dell’intensità, potrebbe avere effetti anche per tutto il 2027.

Non è infatti un caso che proprio il 2027 potrebbe risultare l’anno più caldo mai registrato. Questo perché si incrociano due fattori: da una parte le conseguenze di El Niño, e dall’altra l’aumento della temperatura dovuto al riscaldamento globale.

Cosa significa che l’attuale caldo non dipende da El Niño? Le condizioni meteorologiche che stiamo vivendo in Europa e in Italia non dipendono da questo fenomeno, ma dai cambiamenti climatici.

Il prossimo anno invece potremmo dire che sì, El Niño sarà la causa di un peggioramento delle condizioni climatiche, con inverni molto aridi ed estati torride.

Qual è la differenza con le ondate di calore

Abbiamo già vissuto la prima ondata di calore, ma El Niño non è ancora stato ufficialmente dichiarato. Ci sono però dei segnali che lasciano intendere la formazione del fenomeno nel Pacifico tropicale.

Secondo gli esperti, El Niño sta agendo come un sasso lanciato in uno stagno:

genera onde planetarie nell’atmosfera che possono modificare la traiettoria della corrente a getto e favorire configurazioni atmosferiche predisposte alle ondate di calore.

El Niño quindi non è direttamente collegato all’ondata di calore che ci costa fino a 550 euro in più al mese, ma influenza indirettamente il caldo che proviamo in Europa. Visto che è ancora in fase di sviluppo, questo rapporto di causa-effetto va però interpretato con cautela.

L’ondata di calore può essere quindi riferita ad altri fenomeni. Ma cosa sono le ondate di calore? Secondo il Wmo (World Meteorological Organization) un’ondata di calore si ha quando si verificano almeno 6 giorni consecutivi in cui la temperatura massima è superiore al 90° percentile di quel determinato giorno rispetto al periodo climatologico di riferimento (1981-2010 o, se disponibile, 1991-2020).

La definizione però cambia in Italia, dove si intende un periodo più breve di 3-6 giorni consecutivi con la temperatura media superiore a una deviazione standard rispetto alla media giornaliera stagionale.

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