Isole di calore, quanti alberi devono piantare le città italiane per fermare il fenomeno

Gli alberi non sono la soluzione ma aiuterebbero a diminuire del 30% la presenza di particolato nell'aria e le isole di calore estive

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Nelle città moderne, alberi e piante non sono più semplici elementi estetici. Sono infrastrutture viventi che influenzano direttamente la qualità dell’aria, la temperatura urbana e il benessere delle persone. In un contesto dominato da asfalto e superfici impermeabili, la vegetazione svolge un ruolo attivo nella mitigazione delle isole di calore, riducendo le temperature percepite d’estate grazie all’ombra e all’evapotraspirazione. Nelle stagioni fredde, specie ben scelte aiutano a intercettare particolato e gas nocivi, migliorando la qualità dell’aria in aree ad alta densità di traffico e riscaldamento.

Quante piante servono rispetto alla popolazione

Le linee guida nazionali e internazionali suggeriscono almeno un albero per abitante per ottenere benefici climatici e sanitari significativi. Una copertura arborea del 30 % del territorio urbano è associata a riduzione dei rischi sanitari legati al caldo e all’inquinamento dell’aria.

Insomma, basterebbe così poco per alleggerire il Servizio Sanitario dagli effetti diretti del cambiamento climatico, che sono spesso scaricati sulle fasce di popolazione più povere, con meno mezzi per difendersi da caldo e freddo.

Perché diversificare la piantumazione è cruciale

Un errore comune nei programmi verdi comunali, sottolineato dai ricercatori indipendenti di Eywa, è la messa a dimora di poche specie, spesso scelte più per bellezza che per funzione ecologica. Ciò crea monocolture urbane vulnerabili a patologie e stress ambientale. La soluzione non è piantare di più e a caso, ma piantare meglio e con criterio.

Nei Piani del verde urbano, strumenti obbligatori per i Comuni maggiori, si sottolinea l’importanza di una forte diversificazione botanica:

Questo approccio aumenta la resilienza del patrimonio arboreo e riduce il rischio che un parassita comprometta interi filari di alberi.

Le piante che lavorano meglio in inverno

Durante i mesi freddi, quando l’inquinamento da traffico e riscaldamento cresce, le specie sempreverdi e quelle con foglie coriacee sono particolarmente efficaci nel trattenere particolato e gas atmosferici.

Tra queste possiamo annoverare il leccio e l’ontano nero, che si distinguono tra le altre proprietà prodigiose per l’innata capacità di catturare PM2,5. In ogni caso, anche altre conifere mediterranee continuano a filtrare l’inquinamento anche quando altre specie hanno perso le foglie.

Le piante che lavorano meglio d’estate

In estate, la priorità è mitigare il calore e creare ombra nelle aree urbanizzate. Specie come platani, tigli e querce decidue abbassano le temperature superficiali e aumentano il comfort urbano. Il bagolaro, resistente a caldo e smog, è un altro esempio di specie estive efficaci.

Roma e Milano rispettano i Piani del Verde?

Un confronto concreto aiuta a capire quanto c’è da fare.

Roma, con circa 2,8 milioni di abitanti, conta secondo l’ultimo monitoraggio attendibile, risalente al 2026, 312.000 alberi, di cui 119.000 lungo le strade, 180.000 nei parchi e 15.000 nei giardini scolastici.

Il rapporto rispetto al numero di abitanti (per non tacer dei pendolari e turisti che abitano ogni giorno la Capitale) è quindi 0,11, molto al di sotto della soglia minima di 1 albero per abitante prevista dai Piani del Verde.

Per colmare questo gap e aumentare la capacità di mitigare caldo e smog, Roma dovrebbe puntare ad almeno 1 milione di alberi, rispettando il criterio della diversificazione.

Milano se la passa meglio ma non troppo. Con circa 1,4 milioni di abitanti, conta oggi 501.000 alberi, secondo l’ultimo censimento del Comune, pari a 0,36 alberi per abitante è ancora sotto la soglia minima.

Il progetto Forestami, con 3 milioni di nuovi alberi previsti entro il 2030, mira a portare Milano a oltre 2,5 alberi per abitante, combinando specie capaci di filtrare particolato in inverno, come tigli e ontani, e mitigare le isole di calore estive, con platani, bagolari e querce.

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