Secondo acconto Irap 2025, il versamento deve essere effettuato entro il 1° dicembre

Si avvicina la scadenza entro la quale è necessario versare il secondo acconto Irap 2025: si deve passare alla cassa entro il 1° dicembre

Pubblicato:

Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Tempo di passare alla cassa per versare il secondo acconto Irap 2025: il pagamento deve essere effettuato entro il 1° dicembre 2025 (la scadenza ordinaria è al 30 novembre, ma cadendo di domenica fa slittare il tutto di una giornata). Ricordiamo che il presupposto di base per versare l’Irap – ossia l’imposta regionale sulle attività produttive – è l’esercizio abituale di attività autonomamente organizzate, che siano finalizzate alla produzione o allo scambio di beni o alla prestazione di servizi.

L’Irap deve essere versata telematicamente utilizzando un Modello F24. Anche quest’anno, come già era avvenuto nel 2024, ad impattare sugli importi da versare sarà l’adesione o meno al concordato preventivo biennale.

Irap, come funziona e perché va versata

A introdurre l’Irap in Italia è stato il Decreto Legislativo n. 446 del 15 dicembre 1997: l’imposta coinvolge i possessori di partita Iva – non tutti, ma solo una parte -, che devono versare questo obolo alla regione nella quale l’azienda ha la propria sede sociale o dove viene svolta l’attività ogni anno. A determinare l’importo che deve essere versato è il reddito che è stato percepito nel corso dell’anno precedente: questo significa che quanto deve essere versato nel corso del 2025 è determinato dai redditi che sono stati percepiti nel 2024.

L’Irap ha uno scopo ben preciso: fornire una fonte di finanziamento autonomo e diretto alle Regioni, in modo che possano favorire lo sviluppo economico e sociale del loro territorio. L’imposta deve essere versata dalle imprese e deve essere calcolata sul valore di produzione netta della stessa azienda.

Quali sono i soggetti tenuti a versare l’imposta

L’Irap deve essere versata dai seguenti contribuenti:

Le imprese esonerate dal versamento

Non tutte le aziende sono tenute a versare l’Irap. Ne sono completamente escluse, per esempio, le imprese agricole e quelle artigiane che soddisfano alcuni requisiti. Entrando un po’ più nello specifico, ne sono esonerate:

Versamento secondo acconto Irap 2025

La scadenza per il versamento del secondo acconto Irap 2025 è fissata per il 1° dicembre 2025. Entro lo stesso termine i contribuenti devono versare anche l’Irpef, l’Ires e le eventuali imposte sostitutive.

Da un punto di vista strettamente pratico, per il calcolo del secondo acconto Irap può essere effettuato attraverso due diverse modalità:

Quanti adottano il metodo storico devono calcolare l’Irap sulla base dell’importo che hanno versato nel 2024. Chi, invece, sceglie il metodo previsionale deve basare i conteggi sul calcolo dell’imposta sui redditi che il contribuente ipotizza di riuscire ad ottenere entro la fine dell’anno, tenendo conto anche di eventuali deduzioni, detrazioni e crediti d’imposta. Optare per questa seconda soluzione permette di ridurre le imposte dovute per il 2024 nel caso in cui si dovesse ritenere che possano essere inferiori rispetto a quelle che ha versato lo scorso anno.

Una volta che siano stati ottenuti i risultati adottando una delle due metodologie che abbiamo appena visto, i contribuenti dovranno indicare l’importo da versare come acconto:

Soffermandosi alla prima casistica (quella delle società e delle associazioni) quando l’importo dell’Irap da versare supera i 51,65 euro, il pagamento dell’acconto può essere effettuato:

Nel caso in cui il contribuente dovesse optare per fare il pagamento in due rate:

Come deve essere calcolata l’Irap

Come abbiamo anticipato in apertura, l’Irap deve essere applicata sul valore della produzione netta che deriva dall’attività che l’azienda esercita nel territorio di una determinata regione o provincia autonoma. Questo valore si ottiene in maniera differenziata, sulla base della tipologia dei soggetti e delle attività che vengono esercitate.

Volendo dare, ad ogni modo, una definizione del valore della produzione netta è possibile affermare che si tratta del valore aggiunto della produzione al netto degli ammortamenti. Per calcolare l’Irap è necessario applicare una percentuale all’ammontare della produzione netta dell’azienda, che è rappresentata dal valore della produzione di beni e dei servizi erogati, da cui devono essere detratte le deduzioni e gli sconti commerciali.

Quali aliquote devono essere applicate

Le percentuali che devono essere applicate variano a seconda della regione di appartenenza, che le può stabilire liberamente quale applicare, rimanendo all’interno di una serie di parametri. Alcune regioni, infatti, applicano delle aliquote più basse, altre più elevate: è possibile trovarla in alcune zone al 3% ed in altre al 4,5%. Quindi non c’è da meravigliarsi se a parità di fatturato gli oneri da versare siano differenti.

Nel corso degli anni le aliquote possono subire delle variazioni: non è detto che quelle di quest’anno siano uguali a quelle del 2024.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963