Scadenze fiscali 31 marzo 2026, tra modello Eas e versamento Iva: cosa pagare

Tutte le scadenze del 31 marzo 2026, tra modello Eas, Iva intracomunitaria, rate per il concordato e obblighi lavoro per enti e imprese

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il 31 marzo 2026 rappresenta una data cruciale per associazioni, enti non commerciali, datori di lavoro e imprese. In un solo giorno si concentrano numerosi adempimenti fiscali, previdenziali e amministrativi che, se ignorati, possono comportare sanzioni e la perdita di agevolazioni fiscali. Di seguito, una guida operativa a tutto ciò che deve essere completato entro la fine del mese.

Modello Eas, perchè è importante e chi riguarda

Il termine più atteso dagli enti associativi è quello relativo al Modello Eas, la comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali. Entro il 31 marzo 2026, gli enti che nel corso del 2025 hanno registrato variazioni rilevanti rispetto ai dati già trasmessi all’Agenzia delle Entrate devono inviare nuovamente il modello aggiornato.

L’obbligo riguarda gli enti che beneficiano delle agevolazioni previste dall’art. 148 del TUIR e dall’art. 4 del DPR 633/1972, in particolare in caso di variazioni riguardanti:

Non è necessario ripresentare il modello se le variazioni riguardano dati non fiscalmente rilevanti, come il numero degli associati, salvo i casi espressamente previsti dalle istruzioni ministeriali.

Iva intracomunitaria, versamento di febbraio 2026

Entro il 31 marzo 2026 scade anche il termine per la liquidazione e il versamento dell’Iva relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese di febbraio 2026. Sono interessati da questo adempimento:

Il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24 con modalità telematiche, direttamente oppure tramite un intermediario abilitato.

In caso di utilizzo di crediti in compensazione o di F24 a saldo zero, il modello deve essere presentato obbligatoriamente attraverso i servizi “F24 web” o “F24 online” dell’Agenzia delle Entrate (Fisconline o Entratel). Negli altri casi è possibile utilizzare anche i servizi di internet banking di banche, Poste Italiane o altri prestatori di pagamento convenzionati.

Ravvedimento tombale 2018–2022, la tredicesima rata

Il 31 marzo 2026 è anche il termine per i soggetti Isa che hanno aderito al concordato preventivo biennale 2024–2025 e scelto il pagamento rateale dell’imposta sostitutiva. Entro questa data deve essere versata la tredicesima rata relativa all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, delle relative addizionali e dell’Irap per le annualità dal 2018 al 2022.

Il versamento va effettuato tramite modello F24, utilizzando i seguenti codici tributo:

Chi ha optato per il pagamento rateale può suddividere l’importo in un massimo di 24 rate mensili di pari importo, con l’aggiunta degli interessi calcolati al tasso legale.

Registrazione al Libro Unico del Lavoro

La fine di marzo coinvolge anche i datori di lavoro. Entro il 31 marzo devono essere completate le registrazioni del Libro Unico del Lavoro relative al periodo di paga di febbraio 2026.

Inoltre, le imprese che hanno usufruito della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria per eventi non evitabili devono presentare all’Inps le domande relative agli eventi del mese precedente. È fondamentale evitare di concentrare tutte le attività sull’ultimo giorno disponibile e verificare in anticipo la completezza della documentazione di supporto.

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