Scadenze fiscali 2 marzo 2026, tra bollo auto e conguagli Irpef: cosa pagare

Il 2 marzo 2026 concentra la scadenza di bollo auto, conguagli Irpef, Lipe e imposta di bollo sulle e-fatture: guida completa delle scadenze

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Il mese di marzo si apre con un lunedì ad alta tensione fiscale. Sebbene il calendario segni l’inizio della primavera, per contribuenti, sostituti d’imposta e titolari di partita Iva il 2 marzo 2026 rappresenta una giornata cruciale, ricca di appuntamenti con il Fisco. Il rinvio al primo giorno lavorativo del mese è dovuto al fatto che il termine naturale del 28 febbraio cade di sabato, mentre domenica 1° marzo non è considerata valida ai fini degli adempimenti. Ecco cosa c’è da sapere per non farsi trovare impreparati.

Bollo auto, ultima chiamata per chi scade a gennaio

Il primo adempimento riguarda i proprietari di veicoli con scadenza a gennaio 2026, chiamati a pagare la tassa automobilistica entro lunedì 2 marzo. Il versamento può essere effettuato attraverso i consueti canali: portale PagoPA, app IO, home banking, tabaccherie abilitate o sportelli Aci.

Il mancato pagamento nei termini comporta l’applicazione di sanzioni e interessi, con la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso secondo le regole regionali.

Conguaglio Irpef per i sostituti d’imposta

La scadenza del 2 marzo è fondamentale anche per i sostituti d’imposta, che entro questa data devono effettuare il conguaglio di fine anno tra le ritenute operate e l’imposta effettivamente dovuta ai fini Irpef sui redditi di lavoro dipendente e assimilati. L’operazione comprende anche la determinazione delle addizionali regionali e comunali ed è essenziale per la corretta definizione dell’imposta annuale.

L’adempimento interessa tutti i soggetti che operano come sostituti d’imposta, tra cui imprenditori individuali, società di persone (Snc, Sas), società di capitali (SpA, Srl, cooperative), enti commerciali e non commerciali, nonché istituti di credito, intermediari finanziari, società fiduciarie e amministrazioni dello Stato.

Bollo sulle fatture elettroniche (quarto trimestre 2025)

I titolari di partita Iva devono inoltre versare l’imposta di bollo relativa alle fatture elettroniche emesse nel quarto trimestre del 2025. Il tributo, pari generalmente a 2 euro, è dovuto per le fatture di importo superiore a 77,47 euro quando è presente la specifica annotazione di assolvimento.

Il pagamento deve essere effettuato in un’unica soluzione, esclusivamente in modalità telematica, tramite modello F24 oppure attraverso l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per il versamento occorre utilizzare i seguenti codici tributo:

Invio della comunicazione Lipe (quarto trimestre 2025)

Scade il 2 marzo anche il termine per l’invio della Comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva (Lipe) relativa al quarto trimestre 2025. Sono tenuti alla trasmissione tutti i titolari di partita Iva che effettuano liquidazioni periodiche, sia in regime ordinario sia semplificato. L’adempimento deve essere effettuato per via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato. L’omessa comunicazione comporta una sanzione da 500 a 2.000 euro, riducibile in caso di ravvedimento operoso.

La stessa scadenza riguarda anche gli enti non commerciali, con o senza partita Iva, e gli agricoltori esonerati, che devono provvedere alla liquidazione e al versamento dell’Iva relativa agli acquisti intracomunitari registrati nel mese precedente.

Per questi soggetti è inoltre previsto l’obbligo di presentare la dichiarazione mensile Intra 12 riferita agli acquisti di beni e servizi effettuati presso fornitori non stabiliti in Italia.

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