Global Minimum Tax 2026, come funziona la nuova imposta e chi la deve pagare

La Global Minimum Tax coinvolge le multinazionali che hanno un fatturato di almeno 750 milioni di euro. Vediamo come funziona nel dettaglio

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Pierpaolo Molinengo, giornalista dal 2002, è esperto di analisi economica e dinamiche fiscali. Autore per testate nazionali e portali finanziari, si occupa di interpretare gli scenari geopolitici e le riforme dei mercati, coniugando rigore tecnico e capacità di lettura delle grandi tendenze macroeconomiche globali.

La Global Minimum Tax entra in una fase cruciale, almeno in Italia: si è passati, infatti, dai decreti normativi alla piena operatività dichiarativa per i grandi gruppi multinazionali che hanno ricavi superiori a 750 milioni di euro. La Gmt è un nuovo sistema di tassazione internazionale, il cui scopo è quello di imporre alle aziende con una presenza in numerosi Paesi il pagamento di un’imposta minima effettiva del 15% in ogni giurisdizione in cui operano.

Global Minimum Tax, come funziona

Basato sul Pillar 2 dell’Ocse, la Global Minimum Tax (Gmt) è un sistema di tassazione internazionale. Ha lo scopo di garantire che i grandi gruppi multinazionali paghino un’imposta minima effettiva del 15% in ogni Paese in cui sono presenti. A introdurre la disciplina in Italia è stato il Dlgs n. 209/2023, al fine di evitare che le grandi aziende spostino i profitti verso dei paradisi fiscali o in Paesi a bassa tassazione.

La Global Minimum Tax viene applicata nel momento in cui il carico fiscale effettivo (Etr) di un gruppo sia inferiore al 15%: quando si verifica questa situazione scatta una Top-up Tax (ossia un’imposta integrativa) che serve a colmare la differenza. I pilastri operativi su cui la Gtm poggia sono:

La Global Minimum Tax si applica ai gruppi multinazionali o nazionali con dei ricavi consolidati pari o superiori a 750 milioni di euro in almeno due dei quattro esercizi precedenti. Sono – almeno nella maggior parte dei casi – esclusi gli enti governativi, le organizzazioni no-profit e i fondi pensione.

Cosa cambia nel 2026 e perché è importante

La Global Minimum Tax è entrata teoricamente in vigore nel 2024, ma il 2026 è l’anno della svolta perché entra nella piena operatività dichiarativa. A partire da quest’anno le imprese sono tenute a presentare il nuovo Modello GloBe e procedere con i versamenti, come è stato previsto dal provvedimento 46523 del 6 febbraio 2026 dell’Agenzia delle Entrate.

Struttura del modello GloBE

Il Modello GloBE approvato dall’Agenzia delle Entrate non è una semplice dichiarazione dei redditi, ma un documento tecnico-contabile complesso diviso in sezioni modulari.

Frontespizio e dati generali

Al suo interno è contenuta l’identificazione della Rilevante Entità Dichiarante (solitamente la capogruppo o una controllata delegata). Qui si specifica:

Sezione safe harbours (semplificazioni)

È la parte più strategica del modello. Consente di evitare il calcolo analitico dell’aliquota effettiva per determinate giurisdizioni se vengono rispettati i test previsti dall’Ocse: il primo è test di de minimis, che serve a escludere dall’imposta integrativa le giurisdizioni dove la presenza della multinazionale è marginale. Se in un determinato Paese il gruppo ha:

In questo caso, l’imposta integrativa (Top-up Tax) per quella specifica giurisdizione viene azzerata automaticamente senza dover applicare le analitiche regole GloBE.

C’è poi il Test dell’Aliquota Semplificata, che serve a verificare se il livello di tassazione in un Paese è già sufficientemente alto da rendere improbabile il pagamento di una tassa aggiuntiva. Questo test si basa sui dati del Country-by-Country Report (CbCR) e sui bilanci d’esercizio per calcolare un’aliquota fiscale effettiva (Etr) semplificata. Se l’aliquota semplificata è superiore al 15% (per il 2024), 16% (per il 2025) o 17% (per il 2026), la giurisdizione è considerata sicura e non si applicano ulteriori prelievi.

Calcolo del reddito GloBe e delle imposte rilevanti

Questa sezione richiede la riconciliazione tra l’utile di bilancio e il reddito ai fini Gmt:

Determinazione della Top-up Tax

Se dopo i calcoli l’aliquota effettiva è inferiore al 15%, il modello guida alla determinazione dell’imposta dovuta: viene calcolata l’eccedenza di profitto, sottraendo l’esclusione basata sulla sostanza (Substance-based Income Exclusion), che è costituita da una quota legata a costi del personale e asset tangibili.

A questo punto viene suddiviso il debito d’imposta tra Iir, Utpr e Qdmtt.

Quadri di liquidazione e versamento

Il modello si chiude con i quadri per il calcolo finale degli importi da versare tramite Modello F24, inclusi eventuali crediti d’imposta compensabili.

Le scadenze operative

Nel 2026 la Global Minimum Tax entra nella fase calda dei versamenti e della rendicontazione.

Per l’anno di transizione – ossia l’esercizio 2024 che è il primo periodo d’imposta in cui le regole della Global Minimum Tax sono entrate in vigore – le scadenze sono:

Perché si parla di 2024 e non di 2026

Sebbene la scadenza operativa sia nel 2026, l’oggetto della dichiarazione e del calcolo delle imposte è l’attività economica svolta nel 2024.

La normativa internazionale (Pillar 2) ha previsto questo ampio margine di tempo (18 mesi invece dei 15 ordinari) esclusivamente per il primo anno di applicazione, per permettere alle multinazionali e alle amministrazioni finanziarie di adeguarsi alla complessità dei nuovi calcoli.

Cosa succede per gli anni successivi

Per l’anno d’imposta 2025, si tornerà al regime ordinario:

In sintesi, il 2026 è l’anno in cui si chiudono i conti per il primo anno di vigenza della tassa (il 2024).

Chi deve presentare il modello

L’obbligo ricade sulla Controllante Capogruppo (Upe) residente in Italia o, in casi specifici, sulla Rilevante Entità Locale designata.

Le istruzioni sottolineano che l’adesione ai Safe Harbours semplificati (come il CbCR Safe Harbour) deve essere comunicata esplicitamente nel quadro dedicato del modello. Questo esonera il gruppo dal calcolo analitico dell’aliquota effettiva per le giurisdizioni che rientrano nei parametri di basso rischio.

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