Chi ha un’auto aziendale e la sfrutta sia per il lavoro che per esigenze personali (uso promiscuo), sa bene che una parte di questo vantaggio la paga di tasca propria. Questa è la spiegazione più semplice per comprendere il concetto di fringe benefit (auto). Il tutto finisce in busta paga come reddito imponibile.
Su quel valore indicato il lavoratore versa poi l’Irpef e addizionali. Qualcosa però è cambiato con il Decreto Omnibus (correttivo della riforma fiscale). La cifra tassata cresce del 50% per le vetture con più di 5 anni dalla prima immatricolazione.
Ciò ha un costo per l’azienda e, come detto, anche per il singolo lavoratore. Quanto costa, dunque, al dipendente tutto questo? Di seguito una simulazione pratica su tre profili di vetture: utilitaria, ibrida plug-in e SUV diesel (al netto dei costi chilometrici reali delle tabelle ACI 2025).
Cos’è il fringe benefit auto e perché lo paghi tu
Per un’auto concessa a uso misto l’azienda aggiunge al reddito del dipendente un valore convenzionale. Non si ragiona sul numero esatto di km privati percorsi, ma si applica un forfait calcolato su una percorrenza convenzionale di 15.000 km all’anno.
Ciò entra nell’imponibile e viene tassato con l’aliquota marginale Irpef del lavoratore, più le addizionali regionali e comunali. In pratica una fetta del beneficio viene finanziata dal dipendente.
Cosa cambia con il Decreto Omnibus
Il Decreto Omnibus riscrive la tassazione delle auto in uso promiscuo. Il punto che va a toccare la busta paga è molto chiaro: superato il quinto anno dalla prima immatricolazione, il valore del fringe benefit viene maggiorato del 50% (effetto maggiore su diesel e benzina).
È prevista poi una maggiorazione forfettaria del 5% per gli optional non valorizzati nelle tabelle ACI. Le percentuali per tipo di alimentazione introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 restano quindi invariate. A cambiare è il moltiplicatore per i mezzi più vecchi.
Come si calcola
La formula da segnare in agenda è: costo km ACI x 15.000 km x percentuale legata all’alimentazione. Si fissa un costo al km modello per modello nelle tabelle ACI. La percentuale, invece, dipende dall’alimentazione (dal 2025):
- 10% per elettrice;
- 20% per elettriche ibride plug-in;
- 50% per tutte le altre (benzina, diesel e ibride “semplici” (mild e full hybrid non ricaricabili).
La simulazione: tre auto a confronto
Per poter confrontare facilmente i numeri, l’ipotesi di calcolo la proponiamo uguale per tutti i profili. Prelievo complessivo del 37,5%, dunque, con aliquota marginale Irpef del 35% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro (più addizionali stimate al 2,5%).
Utilitaria – Fiat Panda 1.0 69CV Hybrid (mild hybrid, categoria 50%) con costo ACI da 0,3787 €/km, con base annua 5.695,50 euro:
- fringe benefit imponibile di 2.847,75 euro entro i 5 anni e di 4.271,63 euro oltre i 5 anni;
- tasse a carico del dipendente di 1.067,91 euro entro i 5 anni e di 1.601,86 oltre i 5 anni.
Ciò corrisponde a +533,95 euro all’anno, ovvero circa 44,50 euro al mese.
Ibrida plu-in – Alfa Romeo Tonale 1.3 PHEV 180 CV (categoria 20%) con costo ACI da 0,6641 €/km, con base annua di 9.961,50 euro:
- fringe benefit imponibile di 1.992,30 euro entro i 5 anni e di 2.998,45 euro oltre i 5 anni;
- tasse a carico del dipendente di 747,11 euro entro i 5 anni e 1.120,67 euro oltre i 5 anni.
Ciò corrisponde a +373,56 euro all’anno, ovvero circa +31,13 euro al mese.
SUV diesel – Volkswagen Tiguan 2.0 TDI 150 CV (diesel, categoria 50%) con costo ACI da 0,6030 €/km, con base annua di 9.045,00 euro:
- fringe benefit imponibile di 4.522,50 euro entro i 5 anni e di 6.783,75 euro oltre i 5 anni;
- tasse a carico del dipendente di 1.695,94 euro entro i 5 anni e di 2.543,91 euro oltre i 5 anni.
Ciò corrisponde a +847,97 euro all’anno, ovvero circa +70,66 euro al mese.
Perché l’alimentazione fa la differenza
Questo confronto è utile per comprendere svariati aspetti della materia. La Tonale plug-in, infatti, pur costando molto più della Panda, ha un imponibile più basso. Tutto merito della percentuale al 20%. La Panda, che potrebbe essere considerata l’auto “green” di questo gruppo, è invece tassata al 50% perché la sua ibrida è leggera e non ricaricabile.
Il profilo più esposto è però quello del SUV diesel, con percentuale al 50% e costo chilometrico alto. La maggiorazione oltre i 5 anni, dunque, pesa in valore assoluto quasi il doppio rispetto all’utilitaria.