Ecobonus 2027, arriva il tetto unico da 96mila euro: quali lavori sono penalizzati

Il disegno di legge supera i vecchi massimali divisi per interventi. Resta la forbice tra prima e seconda casa ma senza il rialzo al 65%

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

L’Ecobonus non scompare nella Manovra 2027, ma cambia. Arriva infatti un tetto di spesa unico che, però, significa una riduzione delle somme che sarà possibile recuperare. Allo stesso tempo si potrà ricorrere a diverse tecnologie per l’efficientamento energetico.

È questa la novità del disegno di legge di Bilancio: la riscrittura delle regole per la detrazione. Vediamo cosa cambia nella disciplina dell’Ecobonus e quali sono i limiti.

Ecobonus 2027: cosa cambia?

Nella Manovra 2027 cambiano le regole per l’Ecobonus. La disciplina del bonus, che è stata finora basata su un sistema di massimali di spesa (c’è la somma massima spendibile sulla quale si può calcolare il bonus), ora vede un tetto massimo di spesa unico.

Rispetto al passato non sarà necessario calcolare il massimo di spesa per ogni lavoro agevolato, che aveva il proprio massimale e dei limiti di detrazione.

Con la detrazione al 50%, per esempio, i limiti erano:

Limiti che non dialogavano tra loro, scrive Il Sole 24 Ore. Per questo il disegno di Legge decide di tirare una riga e cambiare il sistema, di fatto riordinando questi limiti.

Unico tetto di spesa: massimo 96mila euro

È stato così disposto un unico tetto di spesa pari a 96.000 euro per unità immobiliare o di 40.000 euro per interventi su parti comuni di edifici condominiali (moltiplicato per il numero delle unità che compongono l’edificio).

All’interno dell’Ecobonus sono compresi anche i lavori di isolamento termico per condomini, che incidono quindi sulle parti comuni.

Vantaggi e svantaggi della novità

Una decisione che mette ordine, come dicevamo, ma avrà delle conseguenze sui lavori di ristrutturazione più ampi. Infatti, in caso di piccoli lavori, l’importo non cambierà rispetto al passato, per esempio per chi installerà soltanto degli infissi o interverrà soltanto su un impianto di riscaldamento.

Ma nel caso di riqualificazioni più grandi e articolate, per esempio su immobili più grandi, c’è il rischio che investendo molti soldi in una sola operazione ne restino fuori dal tetto massimo altre.

Non a caso è un taglio rispetto al passato, considerando un importo massimo di 96.000 euro quando i precedenti limiti per alcuni tipi di installazioni e di lavori arrivavano anche fino a 120.000 euro sul singolo immobile.

Si è parlato a lungo della possibilità di aumentare l’agevolazione al 65%, grazie anche alla flessibilità garantita da Bruxelles per le spese legate all’energia e all’efficientamento energetico.

Ma questo incremento non si trova all’interno del disegno di legge e il Governo ha quindi rinnovato il meccanismo attuale: 50% per le prime case e 36% per le altre.

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