Bonus stufe 2026 con e senza ristrutturazioni, quanto vale e cosa copre

Benché non sia previsto un bonus stufe 2026 vero e proprio, è possibile accedere a una serie di agevolazioni per cambiare i vecchi modelli

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Pierpaolo Molinengo

Giornalista

Giornalista specializzato in fisco, tasse ed economia. Muove i primi passi nel mondo immobiliare, nel occupandosi di norme e tributi, per poi appassionarsi di fisco, diritto, economia e finanza.

Esiste un bonus stufe 2026 grazie al quale ottenere un’agevolazione sull’acquisto e l’installazione di un nuovo apparecchio? La risposta è sì, anche se non c’è una misura che utilizza propriamente questo nome. Sono previsti infatti alcuni incentivi che possono essere applicati quando si procede con l’acquisto e l’installazione di un generatore di calore, che permettono di ottenere degli incentivi diversi a seconda dell’intervento effettuato e della tipologia di immobile coinvolto.

Le misure che meglio si adattano per ottenere una sorta di bonus stufe sono:

Bonus stufe con lavori di ristrutturazione

Una strada per ottenere il bonus stufe è quello di passare attraverso due agevolazioni che il legislatore ha confermato per il 2026: il bonus ristrutturazioni e l’Ecobonus. Entrambe le misure permettono di ottenere delle detrazioni sulle spese di acquisto ed installazione, che devono essere ripartite nell’arco di dieci anni attraverso la dichiarazione dei redditi.

Nel 2026 non è più possibile accedere allo sconto in fattura o alla cessione del credito, ma si può usufruire dell’agevolazione unicamente attraverso la detrazione Irpef nel Modello 730 o nel Modello Redditi Pf.

Bonus ristrutturazioni

Quando si effettuano degli interventi di manutenzione straordinaria su un immobile, l’agevolazione più utilizzata per sostituire le stufe è il bonus ristrutturazioni. In questo caso le detrazioni a cui è possibile accedere sono due:

Il tetto massimo di spesa agevolabile è fissato a 96.000 euro, ma nel caso in cui i lavori dovessero essere stati iniziati nel corso degli anni precedenti, è necessario tenere presente anche le somme utilizzate in passato.

Per non perdere diritto all’agevolazione è necessario conservare il certificato attraverso il quale viene attestato il rendimento termico della stufa e il rispetto delle norme sulle emissioni.

Ecobonus

L’Ecobonus è l’intervento specifico da adottare nel momento in cui si abbia intenzione di realizzare degli interventi che migliorano le prestazioni energetiche globali o parziali dell’edificio. Attraverso questa agevolazione viene coperto l’acquisto e la posa in opera di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili.

Anche in questo caso sono previste due aliquote di detrazione differenziate sulla base degli immobili oggetto dell’intervento:

Il limite di spesa per gli interventi di risparmio energetico è stato fissato a 30.000 euro.Per accedere al bonus stufe attraverso l’Ecobonus, inoltre, è necessario che il prodotto acquistato garantisca un rendimento superiore al 70%.

Passaggio fondamentale per non perdere il diritto ad ottenere le agevolazioni è la comunicazione Enea, che deve essere effettuata obbligatoriamente entro 90 giorni dal termine dei lavori.

Attenzione ai limiti di reddito

Una delle novità a cui è necessario stare attenti sono i tetti massimi alle detrazioni, che vengono applicati a quanti abbiano dei redditi elevati: per chi guadagna più di 75.000 euro l’anno, la somma totale delle detrazioni fruibili può essere limitata. Quanti sono nella fascia compresa tra i 75.000 e i 100.000 euro il tetto massimo è pari a 14.000 euro.

I limiti variano sulla base del numero dei figli a carico.

Quali adempimenti è necessario seguire

Per non perdere il diritto ad ottenere il bonus stufe utilizzando le due agevolazioni che abbiamo appena visto è importante:

Come funziona il Conto Termico 3.0

Altra strada per ottenere il bonus stufe è quello di passare attraverso il Conto Termico 3.0, che proprio a partire da quest’anno risulta essere pienamente operativo.

L’incentivo è gestito dal Gse e permette di accedere ad un contributo a fondo perduto che arriva direttamente sul conto corrente del beneficiario. L’agevolazione arriva a coprire fino al 65% delle spese sostenute per installare delle stufe a biomassa ad alta efficienza.

La misura non è una detrazione fiscale: non bisogna attendere dieci anni per recuperare le somme con la dichiarazione dei redditi. Nella tabella sono riportati i dettagli della misura.

Indicazioni Caratteristiche
Tipo di incentivo Contributo a fondo perduto
Percentuale Fino al 65% delle spese ammissibili
Erogazione In un’unica soluzione per importi fino a 15.000 euro
Tempi di Erogazione Rapidi, direttamente dal GSE dopo l’approvazione della pratica
Soggetti Beneficiari Privati, imprese, Pubbliche Amministrazioni, Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Quali requisiti devono avere le stufe

Attraverso il Conto Termico 3.0 viene incentivata la sostituzione dei vecchi impianti di climatizzazione invernale con dei nuovi generatori a biomassa, che devono rispettare determinati requisiti di efficienza ambientali:

Come accedere all’incentivo

È possibile accedere agli incentivi attraverso il portale telematico del Gse:

Come funziona il bonus mobili

Ultima strada per ottenere il bonus stufe è quello di passare attraverso il bonus mobili 2026, che permette di ottenere una detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute per acquistare delle stufe. È necessario, però, che l’acquisto sia collegato a un intervento di recupero edilizio effettuato a partire dal 1° gennaio 2025.

In altre parole, per accedere a questa agevolazione è necessario aver effettuato dei lavori di ristrutturazione edilizia o di manutenzione straordinaria prima dell’acquisto della stufa, che può essere destinata ad un locale diverso da quello oggetto di ristrutturazione, ma è necessario che l’immobile sia lo stesso.

I massimali di detrazione

Per il bonus mobili sono previsti i seguenti massimali:

Quali requisiti tecnici deve avere la stufa

Per poter sfruttare bonus mobili la stufa deve essere dotata di un’etichetta energetica, dato che deve rientrare nella categoria dei grandi elettrodomestici: è considerata un generatore di calore, che deve avere una classe energetica non inferiore alla classe A+.

L’acquisto deve essere finalizzato al risparmio energetico e al miglioramento termico dell’abitazione.

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