Credito d’imposta autotrasporto, al via le domande: requisiti e come cumulare i ristori

Attivata la piattaforma per richiedere il "bonus" autotrasporto per il rimborso del diesel dedicato agli operatori della logistica e della mobilità.

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Emanuela Colatosti

Giornalista

Laureata in filosofia e giornalista pubblicista dal 2024, esperta di concorsi pubblici e del mondo del lavoro. Si occupa anche di tematiche ambientali e sociali

Prende ufficialmente il via una misura di sostegno per il settore della logistica e della mobilità, pensato dal Governo per contenere l’impatto dei rincari del gasolio sui costi di trasporto delle merci e dei passeggeri. Con una dotazione finanziaria complessiva di 386,2 milioni di euro, l’Esecutivo punta a dare un respiro finanziario ai bilanci delle imprese colpite dai rincari energetici e a limitare le tensioni sui costi operativi della filiera distributiva.

Le risorse messe in campo si inseriscono nel quadro degli interventi d’emergenza legati alla crisi energetica, fornendo un palliativo alle spese già sostenute per il rifornimento dei mezzi nel corso dei mesi passati.

Il quadro normativo e i requisiti d’accesso

L’impianto dell’agevolazione era stato annunciato a luglio, è stato definito dal Decreto Legge n° 33 del 2026, successivamente convertito dalla Legge 79, e attuato mediante il decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il beneficio consiste in un credito d’imposta fino al 70% della maggiore spesa sostenuta per l’acquisto di gasolio da trazione tra marzo e agosto 2026, calcolata rispetto ai prezzi medi di riferimento rilevati a febbraio dello stesso anno.

Per accedere al contributo, le imprese devono possedere specifici requisiti operativi e di parco veicolare:

La procedura per la presentazione della domanda

A partire dall’1 settembre 2026 è attiva la piattaforma informatica dedicata, sviluppata dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con il supporto tecnologico di Sogei. L’invio delle istanze avviene interamente in modalità telematica, seguendo passaggi ben definiti per l’accreditamento e la verifica dei dati.

Nello specifico, la procedura richiede:

Fondi disponibili e modalità di utilizzo del credito

Il riconoscimento del contributo resta subordinato alla capienza del fondo stanziato. Qualora l’ammontare complessivo delle domande ammissibili dovesse superare il plafond di 386,2 milioni di euro, si procederà a un ricalcolo proporzionale delle somme spettanti a ciascuna azienda beneficiaria. È inoltre prevista la possibilità di cumulo con altre agevolazioni fiscali riferite ai medesimi costi, purché non si superi la spesa totale sostenuta.

Quanto all’impiego del beneficio, le regole stabiliscono che:

L’impatto reale sui prezzi al dettaglio

Se sul piano aziendale la misura rappresenta una boccata d’ossigeno contabile per gli operatori della logistica, restano aperto l’interrogativo sull’effettiva capacità del provvedimento di tradursi in un beneficio tangibile per i consumatori finali.

Analogamente a quanto osservato in passato con gli interventi generalizzati sul taglio delle accise, la natura differita del credito d’imposta rende complesso un suo trasferimento diretto sui prezzi al dettaglio. Il contributo appare quindi orientato a stabilizzare la tenuta finanziaria della rete di trasporto merci piuttosto che a generare un’immediata riduzione dei prezzi dei beni di consumo sui banchi della grande distribuzione.

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