Il Bonus asilo nido cambia registro, semplificando di molto la burocrazia. Fare domanda resterà un passaggio obbligatorio, ma da quest’anno non sarà più divisa in due parti. Basterà infatti presentare una sola richiesta.
Si tratta di una modifica importante che punta a ridurre gli adempimenti, ma solo a partire dal 2027. Per tutto il 2026 il procedimento restac uguale a quello degli anni passati. Vediamo in dettaglio come funziona, quali importi spettano alle famiglie e cosa cambia davvero con le nuove regole.
Indice
Cos’è il Bonus asilo nido e come funziona
Il Bonus asilo nido è un contributo economico rivolto alle famiglie per sostenere le spese delle rette scolastiche presso strutture per la prima infanzia. L’Inps lo eroga sulla base dell’Isee familiare: più basso è il valore dell’indicatore, maggiore sarà il sostegno fornito.
Per il 2026, la Legge di Bilancio e gli aggiornamenti operativi dell’Inps hanno introdotto un’importante semplificazione: la richiesta non dovrà più essere presentata ogni anno, ma basterà una sola domanda valida per più anni.
Per il corrente anno scolastico, che si chiude a luglio 2026, la nuova normativa non è ancora valida. Quindi, chi vuole accedere al bonus per quest’anno deve ancora seguire l’iter tradizionale.
La procedura standard prevedeva l’invio telematico all’Inps tramite il portale online, utilizzando credenziali come Spid, carta d’identità elettronica o carta nazionale dei servizi, oppure con l’assistenza di un patronato o CAF.
Per beneficiare del bonus è necessario attivare due pratiche distinte:
- una entro il 31 dicembre 2025, per coprire le rette nei mesi autunnali;
- l’altra entro il 31 luglio 2026, che andrà a sostenere le spese dei 7 mesi di quest’anno corrente.
Bonus asilo nido: una sola domanda per tre anni
La grande novità è che non sarà più necessario ripresentare la richiesta ogni anno. Una volta effettuata la domanda iniziale, questa rimarrà valida anche per gli anni successivi, fino al raggiungimento di determinate condizioni, che potrebbero essere il compimento di 3 anni con il conseguente ingresso alla scuola dell’infanzia.
Il 2026 è un anno transitorio
Anche se la semplificazione è prevista a regime dal 2027, per il 2026 la domanda va presentata comunque. L’anno solare continua a essere il riferimento per la prenotazione delle risorse, non l’anno scolastico: quindi per il ciclo educativo 2025/2026 servono due richieste separate, una per la parte già conclusa e una per quella in corso.
L’Inps comunicherà a breve l’apertura ufficiale della piattaforma per inviare le domande. Solitamente avviene verso fine febbraio o marzo, ma per ora il servizio non è ancora aperto.
Cosa serve per presentare la domanda e quanto vale il bonus
Per richiedere il bonus bisognerà indicare:
- le mensilità per le quali si richiede il contributo ,
- la documentazione che attesta il pagamento di almeno una retta.
Gli importi messi a disposizione sono legati all’Isee della famiglia:
- €3.000 annui per Isee fino a €25.000;
- €2.500 annui per Isee da €25.001 a €40.000.
Questi contributi possono essere erogati per un massimo di 11 mensilità all’anno.
Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, in alcune situazioni il bonus può arrivare fino a €3.600 annui grazie a regole più favorevoli legate all’Isee e alle nuove categorie di servizi ammissibili, come micronidi e sezioni primavera.