In arrivo una serie di investimenti dedicati a sostenere i servizi per l’infanzia e l’adolescenza, in particolar modo per andare incontro alle famiglie che non possono permettersi budget elevati per il tempo libero dei propri figli.
Sono diverse le linee di intervento del Governo che puntano a strutturare un’offerta integrata che va dal sostegno allo studio fino all’inclusione sociale attraverso lo sport, la cultura e le attività ricreative, non soltanto durante l’anno scolastico ma anche durante la pausa estiva.
Indice
Il quadro normativo e lo stanziamento delle risorse
L’impianto delle nuove misure ha origine dal percorso legislativo del disegno di legge A.S. 1766, recante la Delega al Governo per il sostegno delle attività educative e ricreative non formali. Per l’attuazione della delega, il comma 3 del provvedimento autorizza un pacchetto di risorse da spendere da quest’anno fino al 2028 così divise:
- 3,5 milioni di euro entro il 2026;
- 4 milioni di euro per il 2027;
- 1 milione di euro annuo a partire dal 2028.
Le risorse per gli Enti Locali e il Terzo Settore
Al centro della strategia di potenziamento del settore socio-educativo vi è una certa ratio nella ripartizione dei fondi statali destinati ai Comuni e alle associazioni senza scopo di lucro attive sul territorio. Le linee guida attuative del Ministero per la Famiglia e le Pari Opportunità prevedono l’erogazione di contributi mirati per l’ampliamento e la qualificazione dei servizi offerti.
In particolare, il piano di sostegno basato sulla norma si articola su tre direttrici principali:
- fondi assegnati ai Comuni per l’organizzazione di centri estivi o ricreativi, con una quota riservata all’inclusione di minori con disabilità o in situazione di particolare fragilità economica;
- contributi dedicati all’adeguamento e alla messa in sicurezza di spazi di aggregazione giovanile già esistenti sul territorio ma non utilizzati perché inagibili;
- risorse destinate a promuovere i partenariati tra pubblica amministrazione ed enti del Terzo Settore per la realizzazione di interventi continui di contrasto alla povertà educativa.
Strumenti diretti per le famiglie e percorsi d’inclusione
Accanto alle risorse erogate ai Comuni, il pacchetto di interventi prevede strumenti di aiuto economico diretto alle famiglie, per facilitare l’accesso dei minori provenienti da situazioni di estrema povertà ad attività educative extra-scolastiche.
Tra gli strumenti di supporto economico figurano:
- voucher per aiutare le famiglie a basso reddito a coprire le spese di iscrizione a corsi di sport, musica e laboratori artistici;
- risorse finanziarie destinate all’ampliamento dell’offerta formativa integrativa, in collaborazione con il personale educativo per contrastare la dispersione scolastica;
- una riserva di fondi specifica per garantire la presenza di operatori dedicati all’assistenza specialistica e all’affiancamento individuale all’interno dei centri ricreativi e dei campi estivi.
Come accedere ai contributi e le tempistiche
Essendo diversi i destinatari dei fondi, di conseguenza sono differenti le modalità con cui sono erogate e le relative scadenze delle linee di finanziamento.
Per quanto riguarda i Comuni, le risorse vengono ripartite direttamente dal Dipartimento per le politiche della famiglia tramite avviso pubblico ed elenchi degli Enti Locali ammessi al finanziamento.
La possibilità di partecipazione degli Enti del Terzo Settore ad attività di progettazione territoriale è subordinata alla loro iscrizione al Runts, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e alla previa adesione ai bandi emanati dai Comuni beneficiari delle risorse statali.
L’erogazione dei voucher alle famiglie appartenenti a fasce Isee molto basse è gestita dai singoli Comuni o dall’Inps. Soprattutto per i voucher gestiti dagli Enti Locali, i criteri variano a seconda dell’Amministrazione.