La Germania esce dalla recessione, Pil in crescita: per l’Italia è una buona notizia

La Germania torna a crescere dopo due anni di recessione, perché la ripresa tedesca è decisiva per l’economia italiana e l’export

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

L’economia tedesca è tornata a crescere dopo due anni consecutivi di recessione, segnando un’inversione di tendenza che ha effetti rilevanti anche fuori dai confini nazionali. Secondo le prime stime diffuse dall’Ufficio federale di statistica tedesco (Destatis), nel 2025 il Prodotto interno lordo della Germania è aumentato dello 0,2% in termini reali rispetto all’anno precedente. Al netto degli effetti di calendario, la crescita si colloca allo 0,3%. Si tratta di un recupero che interrompe una fase di stagnazione che aveva pesato sull’intera economia europea.

Come la Germania è uscita dalla recessione

La ripresa del Pil tedesco nel 2025 è stata sostenuta principalmente dalla domanda interna. In particolare, hanno contribuito l’aumento della spesa per consumi delle famiglie e l’espansione della spesa pubblica. Dopo anni segnati dall’inflazione elevata e dall’incertezza economica, i consumatori hanno mostrato una maggiore propensione alla spesa, anche grazie a un progressivo miglioramento del potere d’acquisto.

Diversa, invece, la dinamica del settore estero. Le esportazioni tedesche hanno continuato a registrare un calo, penalizzate dall’aumento dei dazi negli Stati Uniti, l’apprezzamento dell’euro e la crescente concorrenza dei produttori cinesi hanno inciso negativamente sulla capacità delle imprese tedesche di competere sui mercati internazionali. Anche gli investimenti restano deboli: nel corso del 2025 si è investito meno sia in macchinari e attrezzature sia nel comparto delle costruzioni, confermando una fragilità strutturale del ciclo economico.

Le prospettive per il 2026

Le previsioni per il 2026 indicano un possibile rafforzamento della crescita. Secondo diverse stime, il Pil tedesco potrebbe aumentare di circa l’1,2%, un ritmo nettamente superiore a quello registrato nel 2025. Se confermato, questo andamento segnerebbe una fase di recupero più robusta, anche se ancora lontana dai livelli di espansione in altre economie avanzate.

Le prospettive positive restano condizionate dalla capacità della Germania di affrontare alcune criticità strutturali. Tra queste spiccano:

Perché la ripresa tedesca è importante per l’Italia

L’uscita della Germania dalla recessione rappresenta una notizia rilevante anche per l’economia italiana. Berlino è infatti il principale partner commerciale dell’Italia, sia sul fronte delle esportazioni sia su quello delle importazioni. Nel 2024 l’interscambio tra i due Paesi ha raggiunto i 156 miliardi di euro, confermando un legame economico particolarmente stretto.

Una crescita più solida della Germania tende a tradursi in una maggiore domanda di beni e servizi italiani. Questo vale soprattutto per i settori manifatturieri ad alta integrazione nelle catene del valore europee, come la meccanica strumentale, la chimica, il farmaceutico e l’agroalimentare. Molte imprese italiane operano come fornitori delle aziende tedesche, beneficiando direttamente di un aumento della produzione industriale oltreconfine.

In questo contesto, la ripresa tedesca può contribuire a rafforzare anche le prospettive di crescita dell’Italia, che resta fortemente esposta all’andamento della domanda proveniente dall’Europa centrale.

Una crescita ancora sotto il potenziale

Secondo gli analisti del Kiel Institute for the World Economy (IfW), il livello del Pil nel 2025 risulta sostanzialmente allineato a quello del 2019. Questo significa che la Germania ha attraversato una fase di sei anni senza una crescita significativa della produzione economica, una situazione inedita nella storia recente del Paese.

Nello stesso periodo, il Pil dell’area euro è cresciuto complessivamente di oltre l’8%, mentre negli Stati Uniti l’incremento è stato ancora più marcato. Questo divario fa capire che è dovuto in larga parte da problemi interni di natura strutturale.

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