Riciclaggio e terrorismo, allerta alta in Italia per i reati finanziari

Nel piano strategico 2026-2028 la Uif segnala minacce elevate su riciclaggio, fondi pubblici e infiltrazioni mafiose nei settori chiave

Pubblicato:

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

La Uif, l’Unità di informazione finanziaria per l’Italia, ha pubblicato il Piano strategico e il Piano di prevenzione della corruzione relativi al triennio 2026-2028. Da questi documenti, oltre alle modalità con le quali la Uif agisce per contrastare la corruzione, emerge che il rischio di riciclaggio in Italia è “molto significativo”, mentre quello di finanziamento del terrorismo è “abbastanza significativo”.

L’analisi condotta, aggiornata dal Comitato di sicurezza finanziaria alla fine del 2024, estende i dati alla proliferazione di armi di distruzione di massa, all’intensità delle minacce e alle criticità del sistema italiano, e misura il rischio complessivo e specifico delle aree geografiche e dei settori più esposti, indicando infine gli interventi necessari per mitigarli. Ne risulta un Paese nel quale le minacce significative vanno dalla corruzione al narcotraffico, dall’estorsione allo sfruttamento sessuale, fino all’indebita percezione di risorse pubbliche derivanti dal Pnrr.

Rischio di riciclaggio in Italia

L’analisi nazionale dei rischi di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo, aggiornata dal Comitato di sicurezza finanziaria e riportata nel Piano strategico 2026-2028 della Uif, descrive l’Italia come un Paese ad alto rischio di reati di riciclaggio, corruzione, estorsione, evasione e molti altri che interessano lo spostamento di denaro.

Viene, per esempio, riconfermato un rischio “molto significativo” di riciclaggio. Lo abbiamo già visto dall’analisi Svimez-Guardia di Finanza, che racconta un Paese nel quale tra Nord, Centro e Mezzogiorno spiccano gruppi criminali capaci di entrare nel tessuto sano del Paese, spostando e reinvestendo capitali illeciti.

In particolare, le denunce per riciclaggio, per usura e per reati riconducibili alla criminalità organizzata tra il 2010 e il 2024 sono pari a 61,4 miliardi di euro.

Dall’Italia partono finanziamenti al terrorismo

Anche il rischio di finanziamento del terrorismo risulta “abbastanza significativo”. Ad alimentarlo sono i sistemi informali di trasferimento, ovvero le tipologie di diversa natura con le quali si sposta il denaro, cambiate nel tempo. Un sistema conosciuto è noto come “hawala” e prevede che chi ordina il trasferimento consegni il denaro contante all’incaricato del proprio Paese e riceva da questo un codice di autenticazione, che viene poi comunicato al beneficiario.

Attraverso la conferma del codice, il beneficiario riceve dall’incaricato nel Paese di destinazione i fondi nella valuta locale. Il trasferimento passa quindi inosservato, perché non movimentato tramite canali ufficiali e in contanti, ed è difficile da individuare anche perché spesso viene utilizzato dai migranti per inviare somme di denaro ai familiari in buona fede. In questi casi a far scattare l’allarme è il luogo di destinazione finale del denaro.

Le minacce più comuni

Risultano di rilevanza “molto significativa” anche tutta un’altra serie di reati. Il Comitato di sicurezza finanziaria, attraverso l’analisi dei rischi, ha identificato le principali minacce alla sicurezza finanziaria.

Tra quelle molto diffuse troviamo:

Mentre risultano “abbastanza significative” le minacce legate a:

Particolare rischiosità, ma ancora sotto osservazione perché fenomeni nuovi, è legata all’utilizzo delle criptoattività, degli Iban virtuali e dei conti di corrispondenza. Su un piano più ampio troviamo anche l’indebita percezione di risorse pubbliche derivanti dal Pnrr o da finanziamenti assistiti da garanzia pubblica.

La lista dei più corrotti

Se c’è una geografia, c’è anche un ritratto. Nel report, Uif identifica alcuni soggetti più a rischio. Fra i destinatari della normativa antiriciclaggio, diverse figure risultano “vulnerabili”.

Sono:

Il ruolo delle mafie

Non stupisce che questa analisi si accompagni alla più recente di Svimez e Guardia di Finanza. Entrambi i report arrivano a dichiarare che la criminalità organizzata è attiva in tutti gli ambiti indicati, in particolare se collegati agli appalti e all’erogazione di fondi pubblici.

Per queste tipologie di reati, l’80% dei capitali illeciti si concentra nelle regioni più ricche, nel Centro e soprattutto nel Nord Italia. È lì che la mafia fa affari, ricicla capitali illeciti e si infiltra nell’economia legale.

All’inizio del 2026 il processo Hydra ha portato alla luce una nuova mafia a tre teste. Non un’alleanza, si legge dalle carte, ma un “sistema mafioso lombardo” capace di sfruttare mercati e strumenti finanziari per ripulire i capitali e mimetizzarsi nel tessuto produttivo, dove non a caso spicca il reato spia del riciclaggio.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963