Prezzo dell’oro ancora sulle montagne russe, nuovo calo a 4.900 dollari l’oncia

Il metallo prezioso interrompe la pur breve fase di recupero della scorsa settimana, segnando una flessione dell'1,02% nella quotazione Gold Spot con consegna immediata. Cosa sta succedendo

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

Il prezzo dell’oro conferma la spiccata volatilità che ha mostrato nelle ultime settimane. All’alba del 16 febbraio, in apertura dei mercati internazionali sulle materie prime, il metallo prezioso con consegna immediata (Gold Spot) si è attestato su 4.990,4700 dollari l’oncia. Si tratta di un calo dell’1,02% rispetto al valore precedente, mentre l’oro con consegna ad aprile (Comex) è scambiato a 5.015,50 dollari con una riduzione dello 0,61%.

Cosa sta succedendo al prezzo dell’oro

L’oro interrompe così la recente fase di recupero che aveva caratterizzato la scorsa settimana, confermando un’incertezza crescente che sta interessando l’intero comparto delle materie prime. Dopo aver oscillato sopra la soglia psicologica dei 5.000 dollari, il calo registrato oggi rappresenta un segnale di presa di profitto da parte degli operatori istituzionali.

Il movimento al ribasso giunge in un contesto di progressivo riequilibrio dei portafogli globali, con gli investitori che nelle ultime sedute stanno riducendo l’esposizione sugli asset rifugio dopo il forte rally registrato tra gennaio e inizio febbraio.

La quotazione dell’oro, l’andamento del prezzo nell’ultimo periodo

Parallelamente alla flessione del prezzo Spot in dollari, anche la quotazione dell’oro al grammo ha mostrato un lieve arretramento in apertura. Alle 9:30 del 16 febbraio 2026 il metallo prezioso si è attestato a 136,35 euro al grammo, per variazione giornaliera pari a -0,61% e fascia intraday compresa tra 135,05 e 137,39 euro.

Si tratta di valori comunque storicamente elevati, che mantengono l’oro tra gli asset più performanti da inizio anno nonostante la recente correzione tecnica.

L’attuale fase di debolezza va inserita all’interno di una dinamica più ampia che ha visto il valore dell’oro muoversi con forti oscillazioni nel corso delle ultime settimane. Ecco di seguito un riassunto che consente di osservare bene le autentiche “montagne russe” della quotazione Gold Spot:

Il passaggio sotto quota 5.000 dollari, fino ai 4.990 dollari registrati oggi, evidenzia dunque una fase di consolidamento dopo i massimi toccati nella prima metà del mese.

Perché il prezzo dell’oro sta scendendo, le cause del calo

Dal punto di vista finanziario, la flessione delle quotazioni dell’oro viene generalmente interpretata come il risultato di dinamiche macroeconomiche legate alla propensione al rischio degli investitori.

Dopo il rally di inizio anno, favorito dall’incertezza geopolitica e dalle aspettative sui tassi d’interesse globali, molti operatori stanno ora monetizzando i guadagni accumulati nelle scorse settimane.

Inoltre, quando il clima sui mercati finanziari tende a stabilizzarsi, si riduce proprio la domanda di asset come l’oro, con conseguente pressione ribassista sui prezzi. Il metallo prezioso, che non offre rendimenti periodici come obbligazioni o dividendi azionari, diventa infatti meno competitivo nelle fasi di maggiore fiducia nel ciclo economico.

Previsioni oro 2026, cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Nonostante il calo odierno, il prezzo dell’oro rimane su livelli molto superiori alla media degli ultimi anni. La fase attuale appare più simile a una correzione tecnica che a un’inversione strutturale del trend rialzista. Il metallo prezioso insomma rappresenta ancora un “bene rifugio” in situazioni di instabilità generale.

Nel medio periodo, le politiche monetarie delle banche centrali e l’andamento dell’inflazione continueranno a rappresentare i principali driver delle quotazioni. Eventuali nuovi elementi di instabilità economica o geopolitica potrebbero infatti riportare rapidamente l’oro sopra le soglie raggiunte nelle prime settimane del 2026.

Per gli investitori, l’attenzione resta dunque focalizzata sulle prossime decisioni di politica monetaria e sulla tenuta della crescita globale. Fattori che nei prossimi mesi saranno determinanti per l’evoluzione del prezzo.

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