Costruire un portafoglio di investimento diversificato significa distribuire il capitale tra strumenti finanziari differenti così da ridurre l’impatto di eventuali perdite su una singola posizione e rendere l’andamento complessivo più regolare.
Diversificare, però, non elimina i rischi dei mercati ma li attenua perché il denaro viene ripartito tra investimenti che non reagiscono tutti allo stesso modo.
Come creare, allora, un portafoglio davvero diversificato e quali sono gli errori più comuni da evitare?
Che cos’è esattamente un portafoglio di investimento
Un portafoglio di investimento è l’insieme degli strumenti finanziari nei quali una persona decide di impiegare i propri risparmi.
L’obiettivo è ottenere un rendimento adeguato alla propria situazione, cercando di evitare che le normali oscillazioni dei mercati possano mettere a rischio traguardi importanti come la pensione, l’acquisto di un immobile o la tutela del patrimonio nel tempo.
Per farlo, si prova a bilanciare crescita e sicurezza, accettando una certa quota di rischio ma senza concentrare troppo il denaro su un singolo investimento.
Qui entra in gioco un principio fondamentale: la diversificazione. Parliamo della distribuzione del capitale tra strumenti diversi, mercati, settori e aree geografiche così da ridurre il rischio complessivo. In questo modo eventuali perdite in una parte del portafoglio possono essere compensate da risultati migliori in altre, rendendo l’andamento generale più stabile rispetto a un investimento concentrato.
Quali sono gli obiettivi di un investimento?
Prima di investire i propri risparmi è importante capire quali sono i propri obiettivi. Ogni persona, infatti, ha delle esigenze diverse. C’è chi desidera proteggere i risparmi dall’inflazione o semplicemente chi vuole far crescere il capitale nel tempo.
Anche il tempo che si ha a disposizione fa la differenza. Un orizzonte lungo, infatti, consente di supportare meglio le fasi di calo dei mercati perché c’è più tempo per recuperare.
Se invece il periodo di investimento è breve o si avvicina un’esigenza concreta di spesa è preferibile scegliere soluzioni più stabili e con oscillazioni più contenute.
Avere degli obiettivi chiari fin dall’inizio aiuta a prendere decisioni più sicure e mantenere la calma. Senza una strategia, infatti, si rischia di reagire di impulso quando i mercati oscillano acquistando o vendendo in momenti sbagliati.
Su quali basi teoriche si basa la diversificazione?
La diversificazione non è solo una pratica utile, ma ha anche solide basi teoriche.
La teoria moderna del portafoglio, sviluppata negli anni ’50 dall’economista Harry Markowitz dimostra infatti che combinare investimenti con comportamenti diversi può migliorare il rapporto tra rischio e rendimento complessivo.
Il concetto chiave è la correlazione, ovvero il modo in cui i prezzi degli investimenti si muovono tra di loro.
Se due strumenti tendono a salire e scendere insieme, inserirli entrambi nel portafoglio non riduce molto il rischio. Se invece reagiscono in modo diverso alle stesse condizioni di mercato, la loro combinazione può attenuare le oscillazioni complessive e rendere il portafoglio più stabile.
Ecco un esempio pratico:
Supponiamo di investire metà del capitale che si ha a disposizione in azioni di un’azienda tecnologica e l’altra in obbligazioni governative. Se il mercato azionario cala, le obbligazioni tendono a mantenere il valore o addirittura a crescere leggermente, compensando le perdite sulle azioni. In questo modo, anche se una parte del portafoglio perde, l’altra bilancia la situazione riducendo il rischio complessivo.
Come costruire un portafoglio di investimento
Per costruire un portafoglio bilanciato, il primo passo è decidere quanto denaro destinare a ciascun investimento. Questa scelta, chiamata asset allocation, serve a bilanciare rischio e rendimento.
Un portafoglio efficace può includere diversi strumenti come i titoli di Stato. Un esempio sono i Btp che pagano un interesse fisso e tendono ad avere delle oscillazioni di valore inferiore rispetto alle azioni. Inoltre:
- Etf cioè fondi quotati in borsa che replicano un indice di mercato consentendo di investire in più società con un solo acquisto
- azioni, che rappresentano la partecipazione al capitale di una società e offrono una crescita potenziale nel lungo periodo;
- materie prime come l’oro o il petrolio che possono proteggere da eventi di mercato o dall’inflazione;
- immobili o strumenti immobiliari come i Reit che danno esposizione al mercato immobiliare con possibili redditi da affitto e rivalutazioni nel tempo.
Come creare un portafoglio per principianti
Un portafoglio efficace per chi inizia deve includere strumenti semplici da capire e gestire, come i buoni postali o i Btp che stabilizzano e garantiscono una parte sicura di capitale. Il portafoglio dovrebbe combinare tre categorie principali:
- reddito fisso ovvero strumenti a basso rischio come Btp e buoni postali, che offrono stabilità e cedole periodiche;
- parte azionaria per puntare alla crescita, ad esempio Etf globali come l’iShares Core Msci World Ucits Etf (IWda) che dà esposizione a molte società nei paesi sviluppati;
- cash, una piccola quota di di denaro liquido che può servire a gestire le spese improvvise o a sfruttare le opportunità di mercato senza dover vendere altri investimenti.
Esempio pratico semplice
Qualora si abbiano 100.000 euro da investire, essi si potrebbero dividere in questo modo:
- 50.000 euro in Btp o buoni fruttiferi postali reddito fisso;
- 30.000 euro in Etf azionari crescita;
- 20.000 euro in liquidità o in conti deposito a breve termine ( flessibilità e sicurezza).
Come creare un portafoglio più articolato
Nel caso si desideri un portafoglio più diversificato e protetto, si possono aggiungere diverse categorie di investimento:
- reddito fisso con strumenti come Btp, buoni, Etf obbligazionari globali;
- azioni globali come ad esempio iShares Core Msci World (Wda) o Vanguard Total World Stock (Vt);
- materie prime come oro e petrolio tramite Etf;
- immobili mediante Reit e Etf immobiliari;
- liquidità mediante conti corrente o conti deposito.
Ecco un esempio pratico semplice
Con un capitale da 100.000 euro, la suddivisione potrebbe essere:
- 30.000 euro in Btp o buoni fruttiferi postali;
- 25.000 euro in Etf azionari globali;
- 15.000 euro in materie prime;
- 20.000 euro in Reit o strumenti immobiliari;
- 10.000 euro in liquidità.
In questo modo il portafoglio resta bilanciato con una parte stabile, una orientata alla crescita e altre componenti che proteggeranno dall’inflazione o generano reddito extra.
Tale strategia riflette uno dei principi chiave di Warren Buffett ovvero quello di puntare su investimenti solidi, diversificati e sostenibili nel tempo per costruire ricchezza senza rischi eccessivi.