Ancora un rimbalzo in apertura per il differenziale tra i rendimenti dei titoli di Stato italiani e di quelli tedeschi. Lo spread Btp-Bund è tornato a 61 punti nelle prime ore di apertura dei mercati del 30 gennaio, dopo diversi giorni in cui era riuscito a rimanere tra i 57 e i 58. Ancora bloccata la traiettoria di riduzione del differenziale che aveva caratterizzato la seconda parte del 2025.
I mercati sono inquieti per varie ragioni. Da una parte gli Usa continuano a minacciare di un attacco l’Iran e hanno spostato una rilevante flotta militare in Medio Oriente. Dall’altra, nella giornata di oggi, Trump annuncerà il successore di Jerome Powell a capo della Fed, anche se mancano ancora tre mesi alla fine del mandato dell’attuale presidente della banca centrale statunitense.
Indice
Le paure dei mercati fanno crescere lo spread
Calano i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, ma non di quelli italiani. È questa la causa dell’improvviso rialzo dello spread oltre la quota di 60 punti, evitata per diversi giorni durante questa settimana. I Bund rendono il 2,83%, mentre i Btp si fermano al 3,43%. Una quota che permette di mantenere intatta la riduzione del differenziale segnata a inizio anno, ma che interrompe il calo che aveva caratterizzato la seconda parte del 2025, dopo il picco di aprile.
I mercati si stanno orientando verso asset considerati più sicuri, vista l’instabilità. Esattamente come per l’oro, che continua a registrare quotazioni record, anche i titoli tedeschi vengono visti come un rifugio sicuro in un periodo di continui cambiamenti. Nella giornata di oggi, l’evento più atteso, e per certi versi temuto, è l’annuncio del sostituto di Jerome Powell a capo della Fed.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha anticipato che il nuovo nome sarà ufficializzato il 30 gennaio, nonostante il mandato di Powell scada a maggio. Non è se questo sia solo un modo per mettere pressione al presidente della Fed e al Consiglio dei governatori, o se Trump intenda rimuovere Powell forzatamente, una decisione che, dal punto di vista legale, potrebbe non avere il potere di prendere.
Soffrono anche Spagna e Francia
L’Italia non è l’unica a soffrire di questa fuga degli investitori verso i Bund. Lo spread della Spagna è risalito a 38 punti, dopo essersi avvicinato ai 30 bassi per diversi giorni. Il rendimento dei Bonos è rimasto fermo e non è quindi riuscito a tenere il passo dei titoli tedeschi.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,83% | – |
| Btp italiani | 3,43% | 61 |
| Oat francesi | 3,36% | 54 |
| Bonos spagnoli | 3,21% | 38 |
Stesso vale per la Francia, che continua comunque ad avere risultati positivi rispetto al recente passato. I mesi di spread oltre i 70 punti sono alle spalle e la relativa stabilità politica garantita dal nuovo governo ha garantito un differenziale attorno ai 54 punti.
Le aste di fine gennaio e i prossimi appuntamenti per le emissioni
Nella giornata di ieri, 29 gennaio, si è svolta l’ultima delle tre aste di fine mese per l’emissione dei titoli di Stato. Il Mef ha messo a disposizione 8,5 miliardi di euro in Btp a medio-lungo termine e in Ccteu. Nel dettaglio:
- i Btp a 5 anni avevano una cedola del 2,85%;
- i Bpt a 10 anni avevano una cedola del 3,45%;
- I Ccteu avevano un tasso annualizzato del 2,9% e uno spread dello 0,8%.
Il giorno prima, il 28 gennaio, lo Stato aveva piazzato 7,5 miliardi di euro in Bot a 6 mesi, con un rendimento del 2%, che sono andati ad aggiungersi agli 1,2 miliardi della prima asta di questa serie, che si era svolta il 27 gennaio. A febbraio, gli appuntamenti da segnarsi saranno:
- l’asta dei Bot dell’11 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 12 febbraio;
- l’asta dei Btp short-Bpt€i del 24 febbraio;
- l’asta dei Bot del 25 febbraio;
- l’asta medio-lungo termine del 26 febbraio.