Nuovo rialzo dello spread in apertura il 26 gennaio dopo il calo che aveva permesso al differenziale tra Btp italiani e Bund tedeschi di chiudere in calo sotto quota 60 punti venerdì 23. I rendimenti dei titoli italiani non hanno seguito il calo di quelli dei benchmark tedeschi e il differenziale si è ampliato.
Una delle conseguenze è stato il nuovo sorpasso degli Oat francesi, i cui rendimenti sono calati al di sotto di quelli italiani, seppur di pochi decimi. Dopo un lungo periodo di instabilità, Parigi sembra aver ritrovato in parte una linea politica con il governo Lecornu, che ha rassicurato i mercati finanziari.
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Spread Btp-Bund in rialzo
In apertura lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi segnava 61,8 punti, durante la mattinata il differenziale è leggermente calato, ma si è comunque stabilizzato pochi decimi sotto i 61 punti. La ragione sono i rendimenti dei titoli italiani benchmark a 10 anni, fermi appena sotto il 3,50%, mentre gli equivalenti tedeschi continuavano a scendere.
I Bund sono infatti arrivati poco dopo l’apertura al 2,88%, per poi risalire leggermente verso il 2,89%. Un andamento che si accompagna al nuovo record dell’oro, che ha superato i 5.000 dollari l’oncia, e che segnala una progressiva paura sui mercati finanziari, causata per lo più da fattori fuori dalla portata degli Stati europei.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,88% | – |
| Btp italiani | 3,49% | 61 |
| Oat francesi | 3,46% | 59 |
| Bonos spagnoli | 3,24% | 36 |
Sono infatti gli Usa a preoccupare. Dopo un gennaio caotico sul fronte delle relazioni internazionali, tra Venezuela, Iran e Groenlandia, il governo federale rischia lo shutdown mentre Jerome Powell si prepara, tra il 27 e il 28 gennaio, a una delle sue ultime decisioni di politica monetaria a capo della Fed.
Il sorpasso della Francia
Traiettorie diverse per i titoli di Stato di quasi tutti i grandi Paesi europei. Per la prima volta da mesi la Francia si riporta a rendimenti inferiori a quelli dell’Italia per quanto riguarda gli Oat, riferimento per i titoli di debito di Parigi. In apertura lo spread con i Bund è sceso a 59 punti grazie alla nuova stabilità politica, ma anche al protagonismo sulla scena internazionale del presidente Macron, circostanze che hanno rassicurato i mercati.
Altalenanti invece i Bonos spagnoli. In chiusura, venerdì, i titoli di Stato di Madrid avevano raggiunto 32 punti di differenziale con i Bund. L’apertura ha però portato un’improvvisa risalita, che ha però comunque permesso di mantenere un ampio distacco dai Btp. Con 36 punti di spread, la Spagna viaggia ora a un rendimento medio inferiore a quello italiano dello 0,25%.
Rendimenti in rialzo alla vigilia delle aste
Non scendono quindi i rendimenti dei titoli di Stato italiani. Una buona notizia per gli investitori, che si aggiudicano un interesse alto nonostante la valutazione positiva sul debito pubblico da parte delle agenzie di rating. Per lo Stato, invece, la situazione è meno che ideale, visto che questa settimana si terranno tre diverse aste.
Il Governo sperava in tassi più bassi, in linea con la diminuzione della seconda parte del 2025, in modo da ridurre il costo del debito pubblico.
Se si vuole investire nelle nuove emissioni di titoli di Stato italiani, le date da segnarsi sono:
- il 27 gennaio, con l’asta Btp short e dei Btp€i;
- il 28 gennaio, con l’asta dei Bot;
- il 29 gennaio, con l’asta medio-lungo;
- l’11 febbraio, con l’asta Bot;
- il 12 febbraio, con l’asta medio-lungo termine.