Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è leggermente aumentato in apertura rispetto alla chiusura di settimana scorsa. Il differenziale è arrivato a 59 punti base, comunque tra i livelli più bassi degli ultimi 20 anni, a causa le pressioni sui mercati portate dalle tensioni tra Usa ed Europa sulla Groenlandia.
Una situazione preoccupante per lo Stato italiano, mentre si avvicinano le aste dei titoli di Stato di fine gennaio. All’aumento dello spread ha contribuito anche un leggero calo dei rendimenti dei Bund, dopo settimane di totale stabilità su questo fronte, che ha compensato quello dei titoli italiani, che prosegue come nel recente passato.
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Stabile lo spread tra Btp e Bund
All’apertura dei mercati finanziari europei lunedì 19 gennaio lo spread tra il Btp benchmark a 10 anni e il Bund equivalente è aumentato a 59 punti, rispetto ai 58,24 che aveva raggiunto in chiusura venerdì 16. Un risultato dovuto al calo dei rendimenti dei titoli di Stato tedeschi, che sono tornati a scendere dopo giorni di stabilità.
Anche i titoli italiani hanno ridotto i propri rendimenti, ma non sono riusciti a tenere il passo segnato dalla Germania. Questo ha ridotto le statistiche dell’andamento dello spread, che nell’ultimo anno si riduce del 47,69%, del 32,97% negli ultimi sei mesi e dell’8,74% dall’inizio del 2026.
Come detto il rendimento è in leggero calo, ma rimane comunque alto a causa del costo del denaro fisso al 2% dopo le ultime decisioni della Banca centrale europea. I Btp benchmark a 10 anni rendono il 3,41%, contro il 2,81% della controparte tedesca.
Titoli europei in calo nonostante la Groenlandia
A pesare sulla volatilità dei titoli italiani in apertura c’è la questione della Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente minacciato gli alleati della Nato, pretendendo l’annessione della nazione del Regno di Danimarca agli Usa, nonostante il parere contrario della popolazione locale.
Una missione programmata dei Paesi Nato sull’Isola ha causato l’ira del presidente, che ha minacciato dazi al 10% ai Paesi coinvolti, tra cui la Germania. Una prospettiva che non sembra spaventare i mercati, nonostante il presidente francese Emmanuel Macron abbia invocato l’utilizzo del Anti-Coercion Instrument, il cosiddetto “Bazooka“, una misura legale che l’Ue può adottare per tagliare tutti i legami economici con un Paese che cerca di ricattare il blocco.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,81% | – |
| Btp italiani | 3,41% | 59 |
| Oat francesi | 3,50% | 68 |
| Bonos spagnoli | 3,21% | 39 |
Sono solo in leggero aumento quindi gli spread degli altri grandi Paesi europei. Quello spagnolo si conferma a 20 punti in meno di quello italiano, mentre quello francese si mantiene sotto alla soglia dei 70 punti nonostante le continue oscillazioni.
Le prossime aste di Btp e Bot
Questa instabilità arriva però in un momento non ideale per l’Italia. Tra una settimana infatti si apriranno tre nuove aste per la vendita dei titoli di Stato, e il Governo vorrebbe tassi più bassi possibile per continuare a ridurre il peso degli interessi sul debito. Il 27, 28 e 29 gennaio saranno messi sul mercato Btp e Bot per milioni di euro. Le prossime date su questo fronte sono infatti:
- 27 gennaio, asta Btp short – Btp€i;
- 28 gennaio, asta dei Bot;
- 29 gennaio, asta medio-lungo termine;
- 11 febbraio, asta Bot;
- 12 febbraio, asta medio-lungo termine.