Altro rialzo per lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi. In apertura del 13 marzo il differenziale registra una crescita di otto punti base rispetto alle prime ore di ieri, raggiungendo quota 84, solo due punti in meno del picco di lunedì 9. I rendimenti hanno superato il 3,80%, mentre anche gli interessi sui Bund sfiorano il 3%.
L’instabilità causata dalla guerra in Iran non spaventa però gli investitori, che anche nell’asta dei Btp del 12 marzo hanno continuato a chiedere più titoli di Stato di quanti il Tesoro ne abbia messi sul mercato. Piazzati oltre 6 miliardi di euro, con cedole tra il 2,4% e il 3,25%.
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Spread Btp Bund a 84, cresce l’incertezza
Non sono bastate le parole di Donald Trump di inizio settimana per rassicurare i mercati finanziari. La tregua nell’aumento dello spread è terminata e il differenziale è tornato a superare gli 80 punti. In apertura del 13 marzo il differenziale ha raggiunto 84 punti base, con un rendimento del 3,81%.
È l’effetto della guerra in Medio Oriente, che si sta trascinando a un’intensità più bassa rispetto ai primi giorni. Questo però non impedisce all’Iran di continuare a colpire le petroliere che tentano di oltrepassare lo stretto di Hormuz, che è di fatto chiuso. Gli Usa hanno già dato segnali di stanchezza riguardo al conflitto, mentre ieri il primo messaggio della nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha promesso l’espansione dei fronti della guerra.
Un’instabilità percepita anche dai Bund tedeschi. La spesa pubblica per rilanciare l’economia ha reso meno sicuri i titoli di Stato di Berlino, che non tendono più a scendere di rendimento nei momenti di crisi. Gli interessi sui benchmark a 10 anni sfiorano ormai il 3% e in apertura del 13 marzo si sono attestati al 2,97%.
Rendimenti in rialzo in tutta Europa
La Spagna rivede nuovamente quota 50 nello spread con la Germania. Nemmeno i Bonos sono immuni al caos causato dalla guerra sui mercati finanziari e i rendimenti dei titoli sfiorano ora il 3,50%.
| Titoli di Stato | Rendimenti | Spread |
| Bund tedeschi | 2,97% | – |
| Btp italiani | 3,81% | 84 |
| Oat francesi | 3,97% | 69 |
| Bonos spagnoli | 3,49% | 52 |
Instabile anche la Francia, che sembrava inizialmente essere in grado di approfittare dell’instabilità per riavvicinarsi alla Germania. Lo spread tra Oat e Bund ha sfiorato i 70 punti, con i rendimenti francesi al 3,67%.
I risultati dell’asta dei Btp
Nella giornata di ieri si è conclusa l’asta dei Btp a medio e lungo termine. Risultati positivi per il Tesoro, con domanda costantemente più alta dell’offerta. I tre prodotti offerti erano:
- i Btp a tre anni, con cedola al 2,40%
- i Btp a sette anni, con cedola al 3,15%;
- i Btp a quindici anni (12 di vita residua), con cedola al 3,25%.
In totale il Tesoro ha raccolto 6 miliardi di euro, suddivisi in:
- 2 miliardi di euro in Btp a tre anni;
- 2,5 miliardi di euro in Btp a sette anni;
- 1,5 miliardi di euro in Btp a quindici anni.
Le prossime aste di titoli di Stato italiani si terranno tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, più precisamente:
- il 25 marzo l’asta dei Btp Short – Btp€i;
- il 26 marzo l’asta dei Bot;
- il 27 marzo l’asta dei Btp a medio-lungo termine;
- il 9 aprile l’asta del Bot;
- il 10 aprile l’asta dei Btp a medio-lungo termine.