Settimana mista per il settore immobiliare in Borsa, con i titoli europei in rialzo e quelli italiani in calo. Il contesto macroeconomico favorevole continua a sostenere una più ampia propensione al rischio sui mercati azionari, nonostante le fragili prospettive geopolitiche. Sul fronte delle banche centrali, gli analisti non prevedono che la Banca del Giappone modificherà i tassi ufficiali venerdì prossimo, dopo l’aumento di dicembre.
L’andamento del settore in Borsa
Il settore immobiliare ha vissuto una settimana positiva a livello europeo, con l’indice Stoxx 600 Real Estate che ha registrato un aumento dello 0,5%, quasi allineata rispetto al +0,6% dello Stoxx Europe 600.
Una performance peggiore è stata messa a segno dall’Italia, dove l’indice FTSE Italia All Share Real Estate ha mostrato un andamento in calo dell’1,1% su base settimanale, peggio l’indice FTSE MIB (pressoché invariato).
I titoli immobiliari quotati a Milano
Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, si è registrata una settimana positiva per Brioschi (+4,1%), Abitare In (+1,5%), Next Re (+1,3%) e Gabetti (0,9%). Negative Aedes (-2,3%), IGD (-1,7%) e Risanamento (-1,5%).
Tra gli annunci societari, il consiglio di amministrazione di Aedes ha esercitato la delega ad aumentare il capitale sociale per massimi 5 milioni di euro. L’AuCap è funzionale alla realizzazione degli obiettivi del piano industriale 2024-2028 del gruppo, nonché al raggiungimento dell’equilibrio economico e finanziario della società.
Le ricerche di mercato
Questa settimana sono arrivati dati interessanti da Abitare Co, secondo cui, nei primi 9 mesi del 2025, il mercato immobiliare residenziale in Italia ha continuato a mostrare segnali di dinamismo, raggiungendo 548.287 compravendite (+9,1% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno). Da gennaio a settembre 2025 ben 83 città capoluoghi di provincia hanno chiuso in positivo. Tra le più vivaci spiccano Frosinone (+45,1%), Sondrio (+34,6%) e Belluno (+34,4%), seguite da Grosseto (+29,3%), Catanzaro (+26,5%), Campobasso (+25,7%), Siena (+25,6%), Imperia (+22,8%), Pavia (+21,4%) e Massa (+21,3%). Sono invece solo 13 i capoluoghi che registrano il segno negativo, con cali più significativi a Enna (-12,9%), Isernia (-10,2%), Aosta (-10,1%) e Crotone (-6,7%).
Guardando alle otto città metropolitane, il quadro è complessivamente positivo: tutte registrano un segno “più”, ad eccezione di Firenze che, nei primi 9 mesi del 2025, mostra una flessione delle compravendite del -2,2%. La città metropolitana più attiva è Torino (+10%), seguita da Palermo (+9,1%) e Milano (+8,4%). Anche nella Capitale il mercato cresce: sono state registrate 26.694 compravendite, con un incremento del 6,8%. Seguono Genova (+6,2%), Bologna (+4,4%) e Napoli (+3,6%).
I tempi di vendita nelle grandi città nel primo semestre del 2025 sono di 107 giorni in media, un dato simile a quello di un anno prima (105g), secondo Tecnocasa. Ancora una volta Bologna e Milano si confermano le città più veloci, rispettivamente con 75 e 84 giorni, in aumento di 7 e 3giorni rispetto a un anno fa. I tempi più lunghi si segnalano a Genova, 132 giorni, si conferma così la città in cui occorre più tempo per vendere una casa, seguita da Palermo con 127 giorni. Nelle realtà dell’hinterland delle metropoli occorrono 141 giorni contro i 146 giorni di un anno fa. I tempi di vendita più brevi si segnalano nell’hinterland di Firenze (116 giorni), invariati rispetto a un anno fa. A seguire ci sono l’hinterland di Milano con 123 giorni e Verona con 125 giorni. Nei capoluoghi di provincia chi decide di vendere casa deve mettere in conto mediamente 131 giorni, esattamente come un anno fa.
Secondo la nuova edizione del Market Appeal Index, elaborato da Immobiliare.it per misurare l’appetibilità dei mercati immobiliari attraverso due diverse classifiche dedicate alle 12 grandi città e a tutti gli altri capoluoghi di provincia, Milano si conferma la grande città più attrattiva in Italia dal punto di vista del mercato immobiliare, pur perdendo quasi 3 punti rispetto allo scorso anno. Se, infatti, 12 mesi fa aveva raggiunto il punteggio massimo (100/100), nella nuova edizione del ne totalizza 97,2. Guardando agli altri capoluoghi di provincia, Monza mantiene il primato davanti a Bergamo e Pisa, mentre tra i grandi centri del Sud spicca Bari, che guadagna due posti rispetto allo scorso anno e si colloca in quarta posizione.