La riunione odierna del FOMC, il comitato di politica monetaria della Federal Reserve, non dovrebbe riservare sorprese, con una decisione ampiamente attesa di mantenere i tassi invariati. Secondo Kish Pathak ed Erik Weisman di MFS Investment Management, il tasso di interesse si trova ora in un “intervallo” neutro e adeguato ai rischi del “doppio mandato” tra occupazione e stabilità dei prezzi.
I banchieri centrali intendono osservare progressi concreti sull’inflazione prima di agire, il che giustifica un rinvio di eventuali tagli.
David Pascucci, Market Analyst di XTB, ha sottolineato che l’attenzione è tutta sulle parole di Powell in conferenza stampa, sottolineando che solo un netto peggioramento del mercato del lavoro o un brusco calo dell’inflazione a lungo termine potrebbero spingere la Fed a tagli aggressivi verso il 2% nel corso dell’anno.
Il dilemma del lavoro e l’incognita inflazione
Il mercato del lavoro appare debole ma non in fase di crollo. Pathak e Weisman hanno evidenziato come permangano dubbi sull’effetto delle restrizioni all’immigrazione sulla carenza di manodopera, con l’inflazione salariale che resta il fattore determinante. Sul fronte dei prezzi, l’inflazione rallenta molto lentamente. Mentre la teoria “Goldilocks” prevede che l’indice core PCE si avvicini all’obiettivo del 2% entro la fine del 2026, i pessimisti avvertono che la recente debolezza dell’inflazione core dei beni potrebbe essere stata solo temporanea, legata a importazioni pre-dazi e vendite di scorte per il “Liberation Day”. Pascucci ha aggiunto che dati cruciali come il tasso di disoccupazione e i nonfarm payrolls sono attesi per venerdì 6 febbraio.
I segnali dai mercati
Un argomento centrale a favore del rinvio dei tagli alla seconda metà dell’anno è la crescita del PIL, che ha sorpreso al rialzo, unita a condizioni finanziarie che rimangono favorevoli. Pascucci ha osservato inoltre come il contesto di mercato vede l’Euro tornare sopra quota 1,20 nel cambio con il Dollaro, livelli che non si registravano da luglio 2021. Subito dopo la decisione della Fed e la chiusura dei mercati USA, l’attenzione degli investitori si sposterà sulle trimestrali di giganti tecnologici come Microsoft, Meta e Tesla.
Indipendenza e pressione politica
Gordon Shannon di TwentyFour Asset Management ha rilevato un’insolita pressione politica sulla Fed affinché allenti la politica monetaria, ma prevede un fronte unito del FOMC per dimostrare che le richieste esterne non influenzano la governance. “Controllare la narrativa sull’indipendenza dell’istituzione è essenziale per proteggere la credibilità“, ha affermato Shannon, prevedendo che il prossimo taglio arriverà solo nel secondo semestre. D’accordo anche Pathak e Weisman che hanno notato come la risposta provocatoria di Powell a citazioni in giudizio e i commenti di Kashkari indichino la volontà di affermare l’autonomia della Fed, rendendola forse ancora più cauta rispetto a tagli anticipati.