Eni cede dei giacimenti in Costa d’Avorio a Socar, si va verso i 150mila barili

La cessione rientra nella strategia upstream di Eni e rafforza la cooperazione con Socar su gas, biocarburanti e riduzione emissioni

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Eni ha ceduto una quota del 10% del progetto Baleine alla società petrolifera dell’Azerbaigian. A Socar, secondo l’accordo vincolante siglato, andrà una parte del progetto di sviluppo offshore in Costa d’Avorio operato da Eni, partecipato da Vitol e Petroci. Nella nota di Eni, l’operazione viene descritta come in linea con la strategia volta all’ottimizzazione del portafoglio upstream, che prevede di anticipare la valorizzazione delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni in esse (il modello dual exploration).

I due giganti energetici collaborano da tempo e nel 2024 hanno firmato tre protocolli d’intesa per la sicurezza energetica, sempre con l’obiettivo di ampliare la cooperazione nei settori dell’esplorazione e della produzione di idrocarburi, ma anche con l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra sulla filiera di produzione dei biocarburanti. Proprio Baleine è un progetto a zero emissioni nette, il primo in Africa.

Eni cede il 10% di Baleine a Socar

In un comunicato ufficiale Eni fa sapere di aver siglato un accordo vincolante con la società petrolifera statale della Repubblica dell’Azerbaigian, ovvero Socar. Si tratta della cessione di una quota del 10% del progetto Baleine, sviluppato in Costa d’Avorio.

Il progetto è operato da:

Proprio una quota del 10% del 47,25% detenuto da Eni andrà a Socar. Eni resta comunque il principale azionista tra i partner del progetto.

Come si legge dal comunicato, l’accordo si inquadra in una più ampia collaborazione tra Eni e Socar. I due gruppi energetici hanno firmato diversi protocolli d’intesa e nel 2024 ne risultano siglati tre: sulla sicurezza energetica, sulla riduzione delle emissioni di gas serra e sulla filiera di produzione dei biocarburanti.

L’operazione:

È in linea con la strategia di Eni volta all’ottimizzazione del portafoglio upstream, che prevede di anticipare la valorizzazione delle scoperte esplorative attraverso la riduzione delle partecipazioni in esse (il cosiddetto modello dual exploration).

Che cos’è il progetto Baleine in Costa d’Avorio

Baleine è un progetto, il primo a zero emissioni nette in Africa, ma è anche il più grande ritrovamento di idrocarburi in Costa d’Avorio. Si tratta di un progetto strategico, la cui produzione di gas è in grado di incrementare l’offerta interna e regionale.

Eni (in continua crescita) è presente in Costa d’Avorio dal 2015, ma solo nel 2021 è stato scoperto il giacimento. A distanza di pochi anni, questo ritrovamento consente una produzione complessiva di oltre 62.000 barili di petrolio e più di 75 milioni di piedi cubi di gas al giorno. Nella fase tre il progetto prevede di far salire la produzione fino a 150.000 barili di petrolio e 200 milioni di piedi cubi di gas al giorno.

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