Immobiliare ben impostato. Un sopporto arriva dalla banca del Giappone

Riflettori puntati sul settore che ha fatto meglio in Italia che nel resto d'Europa grazie alle novità in arrivo dall'estero

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Redazione

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Settimana positiva per il comparto immobiliare italiano, che fa meglio del settore a livello europeo. Banche centrali in primo piano, soprattutto la Banca del Giappone, che ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita e mantenuto il tasso di riferimento allo 0,75%; sul fronte macroeconomico, aumentano le domande di mutuo negli Stati Uniti e i prezzi delle case nel Regno Unito.

La BoJ lascia invariati i tassi d’interesse

Sul fronte delle banche centrali, l’appuntamento più importante della settimana è stato con la Banca del Giappone, che a due settimane dalle elezioni generali lampo – convocate per l’8 febbraio – sceglie una strada di cauto ottimismo. La BoJ ha rivisto al rialzo le previsioni di crescita economica e ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0,75%, livello raggiunto solo dopo il rialzo di dicembre, il primo così significativo in trent’anni. La decisione arriva mentre la premier Sanae Takaichi spinge per politiche fiscali espansive e un approccio più morbido sui tassi.

I dati macro della settimana

Continuano ad aumentare le domande di mutuo negli Stati Uniti. Nella settimana al 16 gennaio, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra un incremento del 14,1%, dopo il +28,5% registrato la settimana precedente. L’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è balzato del 20,4%, mentre quello relativo alle nuove domande è aumentato del 5,1%. Lo rende noto la Mortgage Bankers Associations (MBA), indicando che i tassi sui mutui trentennali sono scesi al 6,16% dal 6,18% precedente.

Nel Regno Unito, l’indice dei prezzi delle case elaborato da Rigtmove ha segnalato un deciso rialzo dopo due mesi di ribassi, registrando un incremento del 2,8% su base mensile a gennaio dopo il -1,8% di dicembre e novembre, mentre su base annua l’incremento è dello 0,5% dopo il -0,6% di dicembre e il -0,5% di novembrezw. Anche l’indice elaborato dall’ufficio statistico ONS è migliorato con una crescita tendenziale del 2,5%, superiore all’1,7% del mese precedente e al 1,8% del consensus.

Le novità dal settore

Secondo l’Ufficio Studi Gruppo Tecnocasa, nella prima parte del 2025 i valori immobiliari di Bari hanno messo a segno un aumento del 6,7%. La macroarea del centro di Bari vede una crescita dei prezzi del 12,1%. In forte aumento i valori nei quartieri di Borgo Antico e Murat. Crescono i prezzi al Borgo Antico da 2500 a 3000 euro al mq: gli investitori che avevano avviato attività di B&B e casa vacanza, alla luce delle nuove leggi più stringenti hanno venduto l’immobile a società organizzate che svolgono l’attività turistico ricettiva in modo professionale. Questo ha contribuito ad aumentare i prezzi. Cresce ancora l’interesse per i locali commerciali della zona, soprattutto da parte di attività di ristorazione e somministrazione, così come per la trasformazione di tanti negozi vuoti in box.

Secondo l’osservatorio congiunto Facile.it – Mutui.it, nel 2025 il mercato dei mutui ha registrato segnali positivi, con l’importo medio richiesto che è cresciuto del 3% su base annua, raggiungendo i 138.538 euro. Un andamento favorevole si riscontra anche tra i più giovani: il 39% delle richieste complessive di finanziamento è arrivato da under 36, in aumento del 7% rispetto al 2024, e nei mutui prima casa una richiesta su due è stata presentata da un aspirante mutuatario con meno di 36 anni. A sostenere l’accesso al credito delle nuove generazioni ha contribuito in modo significativo il Fondo Garanzia Prima Casa, utilizzato da più di un under 36 su tre (35%) per presentare domanda di finanziamento. Sul fronte dell’offerta, nel 2025 le banche hanno mantenuto condizioni favorevoli. Il tasso variabile, a seguito dei tagli della BCE, è diminuito diventando l’opzione più conveniente del mercato.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare in Borsa ha vissuto una settimana positiva, facendo meglio dell’indice paneuropeo Stoxx 600 Real Estate, che ha registrato un calo piuttosto marcato (intorno al -1,9% su base settimanale).

L’indice FTSE Italia All Share Real Estate italiano invece mostra un frazionale incremento dello 0,5%, performando nettamente meglio dell’indice di mercato FTSE MIB che registra un calo del 2,3%, influenzato dal generalizzato clima di incertezza dovuto alle tensioni geopolitiche relative in primis alle mire del presidente Trump sulla Groenlandia.

Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, performance positiva per IGD, che avanza dell’1% su base settimanale, flat Abitare In. Negative invece, Next Re (-1,4%), Gabetti (-1,9%), Brioschi (-2,5%), Risanamento (-3%) e Aedes (-4,7%).

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