L’AI spaventa il Real Estate Usa, ma l’immobiliare italiano tiene il passo

Mentre a Wall Street i grandi broker cedono sotto il peso dei timori sull'automazione, l’indice italiano chiude in rialzo trainato da Brioschi

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Redazione

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Questa settimana i timori legati all’intelligenza artificiale hanno coinvolto anche il settore immobiliare. Soprattutto negli Stati Uniti il Real Estate commerciale ha subito notevoli perdite, colpito dall’abbandono da parte degli investitori di modelli di business ad alta intensità di lavoro, giudicati vulnerabili all’automazione. Vendite massicce hanno riguardano i principali broker del settore come CBRE, Jones Lang LaSalle e SL Green Realty.

Il pessimismo è stato alimentato da visioni drastiche, come quelle di Elon Musk, il quale ha predetto che intere torri di uffici piene di impiegati saranno sostituite da laptop, e di Matt Shumer (OtherSide AI), secondo cui l’impatto dell’AI sui colletti bianchi supererà quello del Covid. Nonostante il panico, i fondamentali restano solidi.

A dispetto delle turbolenze oltreoceano, il comparto immobiliare italiano ha comunque chiuso in rialzo (performando meglio del settore a livello europeo), anche se i guadagni sono stati determinati sostanzialmente dalle performance di Brioschi e IGD, mentre le altre società hanno chiuso in negativo.

I dati macro della settimana

Segnali negativi giungono dal mercato immobiliare statunitense. Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti hanno registrato a gennaio 2026 un decremento dell’8,4% su base mensile, a fronte dell’incremento del 4,4% di dicembre (rivisto da +5,1%). È quanto comunicato dall’Associazione Nazionale degli Agenti Immobiliari (NAR). Sempre negli Stati Uniti le richieste di mutui nella settimana del 6 febbraio su base settimanale hanno segnato un -0,3%, in miglioramento rispetto al -8,9% della settimana precedente.

Le novità dal settore

Secondo i dati pubblicati dalla Banca d’Italia, crescono i tassi d’interesse sui mutui. A dicembre il Tasso Annuale Effettivo Globale (TAEG) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni si è collocato al 3,81% (3,72% in novembre). I prestiti con determinazione del tasso ad 1 anno sono il 18,5% del totale (14,9% nel mese precedente). Il TAEG sulle nuove erogazioni di credito al consumo si è collocato al 9,97% (10,08% nel mese precedente). Uno studio di idealista ha invece rilevato che nel quarto trimestre 2025 si è alleggerito leggermente il carico economico per le famiglie italiane che vivono in affitto, mentre resta invariato quello per l’acquisto con mutuo: il tasso di sforzo per un trilocale in locazione scende dal 30% al 28% del reddito familiare; stabile al 18% quello necessario per comprare casa.

L’andamento del settore in Borsa

Il settore immobiliare ha vissuto a Piazza Affari una settimana molto positivo, facendo meglio anche dell’indice paneuropeo Stoxx 600 Real Estate, che ha registrato un rialzo dell’1,7%. L’indice FTSE Italia All Share Real Estate italiano ha mostrato un solido incremento del 2,57%, performando anche meglio dell’indice di mercato FTSE MIB che registra un progresso dello 0,88%. Fra le società immobiliari quotate a Piazza Affari, la performance migliore è quella di Brioschi che traina il settore e avanza dell’11,43% su base settimanale. Bene anche IGD (+2,6%). La peggiore è Aedes, che scivola del 6,48%. Male anche NextRe (-2,68%), AbitareIn (-1,21%), Gabetti (-1,25%) e Risanamento (-2,04%).

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