Le Borse chiudono deboli con continui rischi geopolitici e in attesa della Fed

Cosa è successo nell'ultima seduta e a cosa guardare settimana prossima

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Redazione

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Ultima seduta della settimana debole per le Borse europee, dove spiccano i ribassi di Milano e Madrid appesantite dal settore bancario. Il quadro di incertezza geopolitica spinge gli investitori ad assumere posizioni prudenti dopo il tentativo di recupero della seduta precedente.

Sul fronte macroeconomico, in Eurozona a gennaio i PMI flash hanno avuto un andamento contrastato: l’indice manifatturiero è salito a 49,4 (contro 49,2 previsto e 48,8 precedente), quello dei servizi è sceso a 51,9 (contro 52,6 previsto e 52,4 precedente) e quello composito è rimasto stabile a 51,5 (contro attese di rialzo a 51,9). Per quanto riguarda le banche centrali, stamattina la Banca del Giappone (BoJ) ha lasciato i tassi d’interesse invariati allo 0,75%. La BoJ ha rivisto le previsioni di crescita economica e inflazione, in vista del maggiore sostegno fiscale del Governo.

 

I principali indici

Tra i mercati del Vecchio Continente poco mosso Francoforte, che mostra un +0,18%, sostanzialmente invariato Londra, che riporta un moderato -0,07%, e resta vicino alla parità Parigi (-0,07%).

Il listino milanese archivia la seduta poco sotto la parità, con il FTSE MIB che lima lo 0,58%; sulla stessa linea, si è mosso al ribasso il FTSE Italia All-Share, che ha perso lo 0,59%, chiudendo a 47.703 punti. In frazionale calo il FTSE Italia Mid Cap (-0,67%); sulla stessa tendenza, poco sotto la parità il FTSE Italia Star (-0,62%).

 

I titoli di Piazza Affari

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Saipem (+4,38%), Leonardo (+2,11%), ENI (+1,98%) e Fincantieri (+1,31%). Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Nexi, che ha chiuso a -4,21%. Calo deciso per Mediobanca, che segna un -3,2%. Sotto pressione Unipol, con un forte ribasso del 3,10%. Soffre Banca MPS, che evidenzia una perdita del 2,85%.

Al Top tra le azioni italiane a media capitalizzazione, Sanlorenzo (+1,68%), D’Amico (+1,52%), Philogen (+1,43%) e Ariston Holding (+1,33%). I più forti ribassi, invece, si sono verificati su NewPrinces, che ha archiviato la seduta a -3,63%. Preda dei venditori Safilo, con un decremento del 3,15%. Si concentrano le vendite su Ferragamo, che soffre un calo del 2,97%. Vendite su Caltagirone SpA, che registra un ribasso del 2,87%.

 

Geopolitica ed energia

Le preoccupazioni per la Groenlandia si sono attenuate, ma i rischi geopolitici permangono. Sebbene la posizione della Danimarca e la risoluzione finale della situazione siano ancora poco chiare, gli Stati Uniti stanno cercando di controllare piccole aree per uso militare. Tuttavia, i rischi geopolitici non si sono ancora dissipati dalle prospettive di mercato. Trump ha dichiarato giovedì che una “armata” di forze statunitensi è in viaggio verso l’Iran, secondo Reuters la portaerei USS Abraham Lincoln così come diversi cacciatorpediniere missilistici. L’escalation delle tensioni in Medio Oriente potrebbe far salire i prezzi dell’energia, mentre i prezzi del gas naturale in Europa sono già in aumento a causa del freddo e dei bassi livelli di riserve.

 

Riunione della Fed

Il mercato non si aspetta grosse novità dalla riunione della Fed della prossima settimana, con politica monetaria invariata sia in termini di tassi di interesse che di politica di bilancio. In questa riunione la Fed non pubblicherà nuove previsioni economiche. Il prossimo taglio dei tassi della Fed non viene scontato prima della prossima estate.

Intanto, il mercato del lavoro statunitense ha continuato a raffreddarsi e, allo stesso tempo, la pressione sui costi derivante dai salari si sta indebolendo. Le nomine dei direttori delle banche regionali della Fed sono state approvate a dicembre e questa settimana la Corte Suprema degli Stati Uniti si è espressa con scetticismo sulla volontà di Trump di licenziare Lisa Cook.

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