Il titolo di Bff Bank ha vissuto una seduta estremamente complicata a Piazza Affari, segnando ribassi superiori al 30% in apertura fino a punte vicine al –46% durante la giornata di contrattazione. Il crollo è dovuto alle risposte negative degli investitori in risposta a una serie di comunicazioni societarie che hanno riformulato la prospettiva finanziaria della banca.
Cambio al vertice e accantonamenti per 95 milioni di euro
L’istituto specializzato nel factoring è stato travolto dalla tempesta perfetta. Gli elementi scatenanti sono stati molteplici, e in particolare:
- una revisione al ribasso delle stime sugli utili 2025-2026;
- accantonamenti straordinari per circa 95 milioni di euro;
- la sostituzione del vertice dell’istituto.
Soprattutto quest’ultimo punto è apparso come il principale segnale di maggiore rischio operativo e incertezza sulla redditività futura. Bff Bank ha infatti annunciato il passo indietro del suo amministratore delegato di lungo corso, Massimiliano Belingheri – al timone dell’istituto dal 2013 e in Cda dal 2006 – il quale resterà nel ruolo di consigliere non esecutivo.
Al suo posto pieni poteri e testimone sono passati nelle mani di Giuseppe Sica, nominato direttore generale ed entrato in Bff Bank un anno fa come direttore finanziario (Cfo).
La mossa non ha tuttavia placato i timori degli investitori. Il mercato ha interpretato la successione e le revisioni come segnali di tensioni interne e di un ripensamento strategico in corso: fattori che hanno amplificato la pressione sui corsi azionari.
De-risking e previsioni di utile: il piano di Bkk Bank
La banca milanese ha annunciato un rafforzamento delle misure di de-risking del portafoglio factoring, con impatti pre-tasse stimati in circa 95 milioni di euro per l’esercizio 2025. La decisione e è legata alla revisione di posizioni legali nei crediti verso la pubblica amministrazione e a un approccio più prudente nella tempistica di incasso degli interessi morosi.
Al contempo sono state riviste al ribasso le previsioni di utile, rettificato per il 2025 a circa 150 milioni di euro. Bff Bank ha poi annunciato un taglio degli obiettivi per il 2026 rispetto ai piani precedenti. Inclusa la prospettiva di un ritorno sul capitale (Roe, Return on equity) più contenuto rispetto ai target iniziali.
Le conseguenze per gli investitori e prospettive future
Le reazioni degli investitori alla combinazione di profit warning, accantonamenti significativi e leadership societaria ribadiscono come i mercati finanziari penalizzino rapidamente incertezza e revisioni al ribasso delle guidance operative.
Secondo i dati di contrattazione, il titolo di Bff Bank ha toccato livelli di ribasso che ne hanno quasi dimezzato il valore rispetto alle ultime sedute.
Nonostante alcuni modelli di valutazione indipendenti indichino potenziali di recupero nel medio termine sulla base di profili reddituali e multipli storici, l’incertezza sugli effetti a lungo termine delle azioni di de-risking rimane elevata.
Per qualificare e quantificare gli effetti a cascata occorreranno ulteriori dettagli sul nuovo piano strategico che Bff Bank prevede di presentare nella seconda metà del 2026.
Gli aspetti da valutare, a cosa guardano i mercati
Gli investitori dovranno dunque monitorare diversi elementi chiave per valutare la capacità dell’istituto di ripristinare fiducia e stabilità, tra cui:
- l’evoluzione del nuovo piano strategico per il 2026 e oltre;
- la capacità di ridurre i tempi di incasso dei crediti verso la PA;
- l’adeguatezza degli accantonamenti rispetto ai rischi giudiziari e creditizi;
- eventuali segnali di stabilizzazione del titolo azionario nei prossimi mesi.
La combinazione di performance operativa, governance e condizioni di mercato determinerà se la risposta odierna del mercato sarà temporanea o, al contrario, l’inizio di una nuova fase di volatilità.