Gli italiani spendono sempre di più per il tempo libero e per prodotti come viaggi e comunicazioni, che significa apparecchiature informatiche e telefoniche. Tre settori invece crescono meno e non riescono a raggiungere i livelli pre-pandemici. In generale, secondo l’analisi condotta dall’ufficio studi di Confcommercio, le famiglie italiane sono tornate a spendere e spendono di più, con un aumento di circa 314 euro rispetto al 2024.
Un’analisi che va letta nel suo insieme, tra flessioni ed aumenti che disegnano i comportamenti degli italiani negli ultimi tre decenni. La fotografia di Confcommercio è, in ultima analisi, positiva, ma non tutti la pensano allo stesso modo. Tra le righe dell’analisi del 2025 mancano tutti gli elementi dell’incertezza del 2026, dall’inizio del conflitto in Medio Oriente alla catena di eventi che ne sono seguiti. Maurizio Landini, segretario della Cgil, guarda però oltre gli ultimi mesi e commenta i dati dei quattro anni del governo Meloni finora vissuti.
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I consumi delle famiglie italiane sono in crescita
L’analisi del centro studi di Confcommercio si apre con un necessario “a che punto siamo” rispetto al 2025, che è l’oggetto dell’analisi condotta. È infatti inevitabile guardare i dati dello scorso anno con una leggera nostalgia rispetto alle turbolenze che stanno caratterizzando il 2026.
Confcommercio infatti parla di timore di forti rallentamenti nelle economie globali per il 2026 e il 2027, ripetendo così l’andamento del 2022-2023 dopo l’invasione dell’Ucraina. Mentre molti analisti parlano di una possibile recessione, il centro studi ha una valutazione meno pessimistica.
Scrive infatti che l’Italia, che in teoria è tra i Paesi più fragili, ha risposto bene alla crisi internazionale. Funziona perché:
Il contesto produttivo, seppur non a ritmi eccezionali, continua a mostrare segnali di miglioramento e ha favorito il permanere di dinamiche positive nel mercato del lavoro.
Infatti è stato proprio l’aumento dell’occupazione e dei salari, secondo l’analisi, a trascinare l’andamento dei consumi delle famiglie italiane nel 2025 e, al mantenersi delle condizioni, anche nel 2026.
Trainante sembra essere il turismo, con un miglioramento evidente dato dall’importante evento sportivo delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026 che si sono svolte nel Paese.
Il centro studi, quindi, conferma un quadro generale sostanzialmente positivo, ma sottolinea come non vadano trascurati i rischi e le incognite di un autunno che si porta dietro le difficoltà di una primavera e di un’estate all’insegna dell’incertezza globale.
Aumenta la spesa
Rientrando nel territorio delle abitudini di acquisto degli italiani, il centro studi ha analizzato i dati diffusi annualmente dall’Istat per stimare la spesa complessiva reale pro capite.
La spesa, dopo il calo registrato tra il 2007 e il 2019, negli ultimi anni si è avviata verso un graduale recupero che dovrebbe concretizzarsi proprio a metà del 2026 (anche se i dati ancora non ci sono).
A trainare, come sottolineavamo in apertura, è il fronte occupazionale: dal minimo di gennaio 2021 (dati in piena pandemia) le persone occupate sono aumentate di oltre 2,2 milioni.
Aumenta così anche il reddito reale delle famiglie, che nel 2026 mostrano un profilo di crescita dell’1%.
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Secondo le stime per il 2026 è prevista una variazione positiva dei consumi intorno al +1,2%, che in numeri si trasforma in una spesa pro capite di 286 euro in più in ottica di territorio e 154 euro in più nell’ottica della spesa dei residenti.
Cosa comprano gli italiani?
Sono, nel tempo, cambiate le abitudini degli italiani. Nel periodo post-pandemia, la spesa per i servizi e le spese fuori casa per il tempo libero sono aumentate.
Le famiglie italiane, quindi, spendono meno per i beni fisici tradizionali e sempre di più per i servizi legati al tempo libero e alla tecnologia.
Settore tecnologia e tempo libero
Il trend maggiore di crescita lo vede proprio il settore tecnologia, telefonia e informatica, per i quali gli italiani trent’anni fa spendevano meno di otto euro e oggi invece anche più di 250 euro pro capite.
In aumento anche i consumi legati al tempo libero, nei quali rientrano i prodotti audiovisivi e multimediali, i servizi ricreativi e culturali, i viaggi e le vacanze. Oggi la stima dei volumi di acquisto è raddoppiata rispetto al 2007, quando si aggirava intorno ai 394 euro.
Il turismo risulta essere ancora una volta il motore dei consumi, insieme alla tecnologia. Due macro-settori che spesso però sono influenzati da un altro fenomeno, ovvero l’acquisto a rate. Gli italiani si indebitano sempre di più per poter viaggiare o per aggiornare i propri device con l’ultimo modello.