Qatar, gas bloccato fino a ottobre, Edison rassicura i clienti: cosa rischia l’Italia

QatarEnergy proroga forza maggiore con Edison: stop a 24 carichi di GNL. L'azienda italiana rassicura su forniture alternative

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Il Qatar non consegnerà a Edison altri carichi di gas naturale liquefatto destinati all’Italia almeno fino ad inizio ottobre 2026. La società QatarEnergy ha comunicato una nuova proroga della causa di forza maggiore, confermando l’impossibilità di rispettare gli obblighi contrattuali sulle forniture previste presso il terminale Adriatic LNG. La decisione allunga una situazione iniziata ad aprile e porta a 24 il numero complessivo di carichi di GNL bloccati nel periodo. Il volume coinvolto è pari a circa 3 miliardi di metri cubi di gas naturale, una quantità rilevante per il mercato italiano, soprattutto in vista dei mesi invernali. Edison ha precisato di essere in grado di reperire gas alternativo per tutti i propri clienti e di poter rispettare gli impegni commerciali assunti.

Cosa ha comunicato QatarEnergy a Edison

Edison ha ricevuto una nuova comunicazione da QatarEnergy sul perdurare della causa di forza maggiore. La clausola di forza maggiore consente a una parte contrattuale di non essere considerata responsabile se non riesce a rispettare gli obblighi previsti a causa di eventi fuori dal proprio controllo, come crisi geopolitiche, conflitti o ostacoli operativi non superabili. In questo caso, QatarEnergy ha informato Edison di non poter effettuare le consegne di ulteriori 3 carichi di GNL destinati al terminale Adriatic LNG.

La proroga estende il periodo complessivo di forza maggiore dall’inizio di aprile alla fine di settembre 2026. Questo significa che, salvo nuovi aggiornamenti, le consegne non riprenderanno prima dell’inizio di ottobre.

Quanti carichi di gas mancano all’Italia

Con l’ultima comunicazione, i carichi di GNL oggetto di forza maggiore salgono a 24. Il volume complessivo è stimato in circa 3 miliardi di metri cubi di gas naturale. Si tratta di quasi la metà della fornitura annua prevista dal contratto di lungo termine tra Edison e QatarEnergy. L’accordo, attivo dal 2009, prevede infatti la consegna all’Italia di 6,4 miliardi di metri cubi di gas all’anno per una durata di 25 anni.

Il blocco delle forniture non significa automaticamente interruzioni per i clienti finali, ma costringe Edison a sostituire i volumi mancanti con gas acquistato da altre fonti. Al 28 luglio 2026, la società ha già sostituito 17 carichi di GNL, pari a circa 1,6 miliardi di metri cubi di gas naturale.

Perché la mancanza di gas pesa sul mercato

Il problema non riguarda solo Edison, ma il quadro più ampio degli approvvigionamenti europei. Il Qatar è uno dei principali esportatori mondiali di gas naturale liquefatto. Rappresenta circa il 20% delle esportazioni globali di GNL, con rotte che passano dallo Stretto di Hormuz e con destinazioni rilevanti soprattutto in Asia, tra Cina, Giappone, India e Corea del Sud.

Quando una quota così importante di forniture viene rallentata o bloccata, il mercato diventa più teso. Le società energetiche devono cercare carichi alternativi, spesso in concorrenza con altri Paesi e con costi potenzialmente più elevati. Secondo indiscrezioni citate da Bloomberg e Reuters, Doha potrebbe prolungare la forza maggiore anche con alcuni clienti asiatici fino a metà ottobre. Uno scenario di questo tipo aumenterebbe la pressione sul mercato internazionale del GNL.

Edison assicura forniture alternative

Edison ha confermato di poter reperire gas alternativo per tutti i propri clienti. La società ha dichiarato di essere “pienamente in grado di onorare gli impegni commerciali assunti”. Questo significa che, per famiglie e imprese servite dal gruppo, non sono indicati effetti immediati sulle forniture.

La sostituzione dei carichi mancanti richiede però una gestione attiva degli approvvigionamenti. Il gruppo deve trovare volumi alternativi sul mercato, organizzare le consegne e compensare il mancato arrivo del GNL qatarino al terminale Adriatic LNG.

Il nodo dell’inverno e degli stoccaggi

La proroga dello stop fino alla fine di settembre arriva in una fase delicata. Con l’avvicinarsi dell’inverno, i consumi di gas aumentano per la riaccensione dei riscaldamenti. Per questo gli stoccaggi diventano un indicatore decisivo per misurare la capacità del sistema di affrontare la stagione fredda. In Italia il livello di riempimento degli stoccaggi supera il 74%, mentre in Europa è intorno al 55%. In Germania, invece, i depositi risultano ancora sotto la metà della capacità tecnica. L’obiettivo per l’inverno è arrivare a circa il 90% di riempimento. Raggiungerlo può diventare più complesso se una parte delle forniture attese non arriva e se i prezzi restano elevati.

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