Chiuso il Piper a Roma per i controlli dopo Crans-Montana, struttura non a norma

La polizia ha chiuso il Piper di Roma temporaneamente per una serie di violazioni normative e sanitarie riscontrate durante alcuni controlli dopo Crans-Montana

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

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Lo storico locale Piper di Roma è stato temporaneamente chiuso a seguito di alcuni controlli effettuati dalla polizia. Diverse le mancanze rilevate sia a livello strutturale, sia a livello normativo, sia a livello sanitario. Le verifiche si sono intensificate dopo la strage di Crans-Montana in Svizzera, dove sono morti 40 ragazzi nell’incendio di un locale.

Non è la prima volta che il Piper viene chiuso negli ultimi anni, era già successo nel 2024. I controlli di questo tipo stanno però aumentando e hanno portato alla chiusura temporanea di almeno 60 locali in tutta Italia.

Chiuso temporaneamente il Piper

Nella mattinata di domenica 18 gennaio il noto e storico locale Piper di Roma è stato chiuso dalla polizia. Gli agenti hanno effettuato una verifica sul rispetto di diverse normative nel locale, trovando numerosissime violazioni dei codici nella struttura, nelle certificazioni e anche nell’igiene.

Il quotidiano La Repubblica, tra i primi a dare la notizia, ha scritto che la chiusura sarebbe da ricondurre a modifiche strutturali non autorizzate dell’impianto, tra le altre cose.

Il Piper Club è tra le discoteche più famose di Roma. Fondato nel 1965, per decenni è stato uno dei punti di ritrovo della gioventù romana. La sua posizione, in un’area residenziale, ha però in passato causato diversi problemi di rapporto con il resto del quartiere, con interventi relativamente frequenti delle autorità.

Perché è stato chiuso il Piper

Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Ansa, le autorità avrebbero riscontrato numerose violazioni delle norme all’interno del Piper, durante il sopralluogo del 18 gennaio:

Il locale dovrà rimanere chiuso fino a che non risolverà i problemi segnalati e tornerà a norma di legge. Non è la prima volta che il Piper deve affrontare una situazione del genere negli ultimi anni. Nel 2024 erano state trovate nel locale 1.000 persone a fronte delle 390 consentite come massimo e la discoteca era rimasta chiusa per 10 giorni.

I locali chiusi in Italia dopo Crans-Montana

Dall’inizio del 2026 sono stati chiusi almeno 60 esercizi commerciali per varie violazioni legate alla sicurezza. Si tratta dell’effetto dei controlli e della maggiore sensibilità sul tema dopo la strage di Crans-Montana, in Svizzera, causata da un incendio in un club che, secondo le prime ricostruzioni, non rispettava le leggi svizzere su sicurezza e uscite d’emergenza.

Negli ultimi giorni altri tre locali romani oltre al Piper sono stati posti sotto sequestro. Tra le ragioni criticità nel sistema antincendio, uscite di emergenza ostruite e mancanza di estintori, tutto al fine di aumentare la capacità delle strutture e quindi gli introiti.

Proprio mentre la polizia effettuava i sopralluoghi che avrebbero portato alla chiusura del Piper inoltre, a Cremona è stata sequestrata un’altra discoteca, nella quale alcuni giorni prima gli addobbi del soffitto si erano incendiati a causa di fontane pirotecniche montate su delle bottiglie, la stessa dinamica che aveva dato luogo all’incendio di Crans-Montana.

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