Ponte sullo Stretto, respinti i ricorsi ambientalisti: cosa succede ora al progetto

Il Tar del Lazio ha respinto due ricorsi contro le autorizzazioni per il Ponte sullo Stretto di Messina che avrebbero potuto compromettere ulteriormente l'opera

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Matteo Runchi

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La Società Stretto di Messina ha comunicato che il Tar del Lazio ha respinto due grossi ricorsi contro il Ponte che dovrebbe collegare Sicilia e Calabria. Erano stati presentati dalla Città Metropolitana di Reggio Calabria e dal Comune di Villa San Giovanni, contro alcune autorizzazioni ricevute dal progetto originale.

Si tratta di una decisione importante per il progetto, che negli ultimi mesi ha ricevuto diversi pareri contrari e rallentamenti, soprattutto a livello giudiziario e burocratico. Una situazione che ha portato il ministro dei Trasporti Salvini alla rinuncia di una data precisa dell’inizio dei lavori nei suoi annunci.

La decisione del Tar sui ricorsi contro il Ponte sullo Stretto

Il Tar del Lazio doveva esaminare due ricorsi, presentati dalla Città Metropolitana, quella che un tempo era la Provincia, di Reggio Calabria, e dal Comune di Villa San Giovanni, dal cui territorio partono buona parte dei traghetti che attraversano lo Stretto di Messina e dove dovrebbe sorgere il lato calabrese del Ponte.

I ricorsi riguardavano due diversi passaggi burocratici che il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina ha già superato:

Il primo passaggio riguardava le conseguenze della costruzione del Ponte sull’ambiente. Il secondo ha invece certificato l’alta rilevanza per l’interesse pubblico del progetto, uno status che permette al Ponte di evitare alcuni vincoli ambientali. Il Tar ha ritenuto che entrambe le autorizzazioni fossero valide e che quindi i ricorsi della Città Metropolitana di Reggio Calabria e del Comune di Villa San Giovanni non potessero essere accettati.

La reazione della Società Stretto di Messina

A dare la notizia di questa decisione è stata proprio la Società Stretto di Messina l’azienda controllata dallo Stato che è responsabile per lo sviluppo del progetto dell’opera e degli appalti che dovrebbero portare all’avvio dei lavori e alla loro conclusione. In un comunicato, la società ha dichiarato:

Il giudice, richiamando quanto espressamente riconosciuto in un precedente della Corte di giustizia europea, ha confermato l’interpretazione del quadro normativo generale e speciale di riferimento per l’opera seguita dalle amministrazioni competenti e dalla Stretto di Messina che assegna al Cipess la valutazione sulla compatibilità ambientale del ponte quale infrastruttura di rilevanza strategica.

Si tratta di un risultato importante per la Società Stretto di Messina, che rischiava di vedere altri prerequisiti burocratici compromessi, dopo i problemi dei mesi scorsi.
ANSA
Il Ponte sullo Stretto di Messina

Cosa succederà ora al progetto

A ottobre 2025 la Corte dei Conti non ha approvato il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina presentato dal Governo. Questo ha portato lo Società Stretto di Messina a prendere due decisioni importanti, come spiegato dall’amministratore delegato Pietro Ciucci a dicembre:

Il processo di realizzazione di un’opera pubblica prevede che si passi da un percorso preciso:

  1. la valutazione di impatto ambientale;
  2. la delibera del Cipess, che valuta l’impatto economico dell’opera;
  3. l’approvazione della Ragioneria dello Stato;
  4. l’approvazione della Corte dei Conti;
  5. la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Una volta pubblicato il progetto in Gazzetta Ufficiale, i lavori possono partire. Se i ricorsi respinti dal Tar fossero stati accolti, quindi, il progetto avrebbe dovuto ripartire dal primo punto del processo burocratico di approvazione, in un momento in cui si stanno apportando modifiche al secondo punto.

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