Claudio Descalzi amministratore delegato Eni fino al 2029, via al quinto mandato

Claudio Descalzi resta alla guida di Eni fino al 2029. Il nuovo CdA vara il buyback da 4 miliardi e approva il bilancio con dividendo

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

Con la riunione del consiglio di amministrazione del 7 maggio 2026, Claudio Descalzi è stato confermato amministratore delegato e direttore generale di Eni. Il CdA gli ha conferito i pieni poteri di amministrazione della società.

La sua riconferma era stata annunciata ad aprile 2026 dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Mimit, e successivamente ratificata dall’assemblea degli azionisti con il voto favorevole del 51,38% del capitale rappresentato.

Chi è Claudio Descalzi

Nato a Milano, Descalzi si è laureato in Fisica nel 1979 presso l’Università degli Studi di Milano, per poi iniziare la sua carriera in Eni nel 1981 come ingegnere di giacimento. Da lì ha scalato progressivamente tutti i livelli operativi del gruppo:

Descalzi guida Eni dal 2014, quando fu proposto per la prima volta dall’allora governo Renzi. Con questo quinto mandato, che lo porterà fino al 2029, raggiungerà 15 anni consecutivi al vertice del Cane a sei zampe, diventando il Ceo più longevo tra le major petrolifere quotate in Occidente.

Oltre al ruolo in Eni, Descalzi è Visiting Fellow dell’Università di Oxford, membro del Global Board of Advisors del Council on Foreign Relations, componente del Consiglio Generale di Confindustria e consigliere di amministrazione della Fondazione Teatro alla Scala.

Il nuovo CdA

Oltre a Descalzi, Eni ha affidato la presidenza a Giuseppina Di Foggia, già amministratrice delegata e direttrice generale di Terna. Il nuovo consiglio di amministrazione, composto da nove membri per il triennio 2026-2028, include quindi:

A Di Foggia sono state attribuite le funzioni tipiche della carica presidenziale, con particolare rilievo per la supervisione dell’Internal Audit in coordinamento con l’amministratore delegato. Tra i volti noti del CdA c’è anche Emma Marcegaglia, presidente di Eni dal 2014 al 2020.

Via al maxi-buyback

L’avvio del nuovo mandato coincide con il lancio del piano di riacquisto di azioni proprie. L’assemblea degli azionisti ha autorizzato un buyback fino a 4 miliardi di euro, legato all’andamento del flusso di cassa operativo. Nei prossimi giorni sarà avviata la prima tranche, che riguarderà fino a 5,1 milioni di azioni Eni (circa lo 0,2% del capitale sociale), con l’obiettivo di costituire la provvista azionaria a servizio del Piano di Incentivazione di Lungo Termine 2026-2028.

Il 24 aprile 2026, in occasione della presentazione dei risultati del primo trimestre, Eni aveva quasi raddoppiato il valore del buyback 2026, da completare entro aprile 2027, portandolo a 2,8 miliardi di euro (+90%). L’assemblea degli azionisti ha poi approvato un ulteriore incremento fino a un massimo di 4 miliardi, subordinato all’andamento del flusso di cassa operativo. L’assemblea ha inoltre approvato il bilancio di esercizio 2025, chiuso con un utile di 4,43 miliardi di euro, e un dividendo annuale di 1,1 euro per azione.

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