Lorenzo Insigne alla Lazio, nuovo stipendio formato Lotito: gran passo indietro dopo Toronto

Lorenzo Insigne spera di tornare in Italia per sognare il Mondiale con l'Italia, per farlo è disposto ad una drastica riduzione dell'ingaggio

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

La Lazio ha ottenuto il via libera dalla Commissione indipendente che vigila sui conti dei club di Serie A e potrà operare senza limitazioni nella sessione di mercato. La notizia apre scenari concreti anche sul fronte degli svincolati e riporta al centro del dibattito il nome di Lorenzo Insigne, profilo gradito a Maurizio Sarri e già allenato dal tecnico toscano ai tempi del Napoli. L’operazione va letta soprattutto in chiave economica, considerando il percorso salariale del giocatore e le reali possibilità del club biancoceleste.

Quanto guadagnava Insigne al Napoli

La storia contrattuale di Insigne al Napoli è caratterizzata da una crescita graduale. Dopo il rientro definitivo alla base nella stagione 2012/13, l’attaccante percepiva circa 700 mila euro netti a stagione, cifra coerente con il suo status di giovane in affermazione. Lo stesso importo è stato confermato anche nel 2013/14, come dichiarato pubblicamente dalla società al momento del rinnovo.

Con il consolidarsi del suo ruolo, l’ingaggio è salito a 1,1 milioni netti nelle stagioni 2014/15 e 2015/16. Il vero salto avviene dal 2016/17, quando lo stipendio arriva a circa 1,8 milioni netti, per poi trasformarsi in un contratto da top player dal 2017/18. In quel momento Insigne firma un accordo che porta il suo salario a 3,6 milioni netti annui.

La fase finale dell’esperienza napoletana rappresenta il picco economico. Dal 2018/19 al 2021/22, secondo stime di settore, Insigne ha percepito circa 4,6 milioni di euro netti a stagione. Nel complesso, l’avventura al Napoli si chiude con un incasso stimato di circa 27,4 milioni di euro netti.

Il passaggio in MLS e l’esperienza in Canada

La mancata intesa per il rinnovo con il Napoli, fermo su una proposta da circa 3,5 milioni netti, ha spinto Insigne verso la MLS. Il trasferimento al Toronto ha rappresentato una svolta netta dal punto di vista economico. Le cifre circolate al momento della firma parlavano di un compenso intorno ai 15 milioni di dollari lordi a stagione.

Anche tenendo conto del diverso regime fiscale e delle particolarità contrattuali della lega nordamericana, l’ingaggio canadese ha collocato Insigne su un livello completamente fuori scala rispetto agli standard della Serie A. Una scelta che ha privilegiato la stabilità economica rispetto alla centralità sportiva nel calcio europeo.

OQuanto può guadagnare Insigne alla Lazio

Conclusa l’esperienza in MLS, Insigne si trova ora svincolato. Questo elemento riduce i costi di cartellino, ma non elimina il tema dell’ingaggio. Secondo le ipotesi di mercato, la Lazio starebbe valutando un contratto di sei mesi da circa 1,3 milioni di euro netti, con opzione per un’ulteriore stagione a circa 2,4 milioni.

Si tratta di cifre sensibilmente inferiori rispetto sia al periodo napoletano finale sia all’esperienza canadese. Il ridimensionamento è evidente e riflette una fase diversa della carriera del giocatore, orientata più al progetto tecnico che alla massimizzazione dei ricavi.

Il ciclo economico, dal massimo al ridimensionamento

Il percorso salariale di Insigne mostra un ciclo completo. La crescita progressiva al Napoli, il picco raggiunto tra il 2018 e il 2022, il balzo fuori mercato in MLS e infine un prevedibile ridimensionamento per rientrare nel calcio italiano e sognare la convocazione in Nazionale. Questo calo non è anomalo, ma fisiologico per un giocatore che punta a rilanciarsi in un contesto competitivo.

Il ritorno in Serie A, anche con un ingaggio più contenuto, rappresenterebbe una scelta funzionale al sogno Mondiale, che richiede continuità, visibilità e un livello di competizione più alto rispetto a quello garantito dalla MLS.

Un contratto da 1,3 milioni netti per sei mesi rientra nei parametri della Lazio, soprattutto considerando l’assenza di costi di trasferimento.

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