In pensione a 67 anni e 6 mesi, aumenta l’età anagrafica senza correzioni

L'aumento dell'età pensionabile dal 2029 è una stima tecnica e non un aumento già deciso per legge, ma il blocco avrebbe un costo enorme

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Dal 2029 l’età per andare in pensione in Italia potrebbe salire ulteriormente, arrivando a 67 anni e 6 mesi.

È quanto emerge dalle previsioni contenute nella Nota di aggiornamento (Rapporto 26) sulle Tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e socio-sanitario, elaborato a dicembre 2025 dalla Ragioneria generale dello Stato. Il documento è tecnico, ma il feroce dibattito che ha innescato è tutto politico.

Come funziona l’adeguamento alla speranza di vita

L’ipotesi dei 3 mesi aggiuntivi dal 2029 si sommerebbe ai 3 mesi già previsti tra il 2027 e il 2028, determinando un innalzamento complessivo di 6 mesi rispetto all’attuale soglia dei 67 anni.

Un aumento che, se confermato dai dati Istat a consuntivo, riguarderebbe non solo la pensione di vecchiaia ma anche la pensione anticipata, con effetti diretti su milioni di lavoratori.

Il meccanismo che regola l’innalzamento dell’età pensionabile è in vigore dal 2011 ed è uno degli assi portanti della riforma Fornero. Prevede che, con cadenza biennale, i requisiti anagrafici e contributivi vengano adeguati alla variazione della speranza di vita a 65 anni, calcolata dall’Istat.

Secondo le previsioni basate sullo scenario demografico mediano Istat (base 2024), la variazione della speranza di vita nel confronto tra i bienni 2026-2025 e 2024-2023 sarebbe pari a +3 mesi, da applicare dal 1° gennaio 2029. La stessa Nota precisa tuttavia che gli adeguamenti effettivi saranno determinati solo dopo l’accertamento dei dati reali, lasciando formalmente aperto lo spazio a un intervento politico.

Aumento dell’età pensionabile

L’ultima legge di Bilancio ha già messo mano al calendario degli aumenti. L’incremento di 3 mesi che sarebbe dovuto scattare integralmente dal 2027 è stato diluito:

Una scelta che ha consentito di ridurre l’impatto immediato sui lavoratori e, soprattutto, di contenere i costi per la finanza pubblica, stimati in diversi miliardi in caso di blocco totale dell’adeguamento. A parole i partiti di maggioranza, in particolare Lega e Fratelli d’Italia, continuano a dichiarare la volontà di superare la legge Fornero. Ma ogni intervento di revisione degli adeguamenti ha un costo, e le coperture mancano.

Stime sull’età di pensionamento dal 2029

Se le stime della Ragioneria venissero confermate, dal 2029 i requisiti salirebbero a:

Le proiezioni indicano inoltre un possibile ulteriore aumento di due mesi dal 2031, fino a 67 anni e 8 mesi, e incrementi più contenuti negli anni successivi. In un orizzonte di lunghissimo periodo, fino al 2084, l’adeguamento cumulato potrebbe arrivare a quasi cinque anni.

L’Italia, va ricordato, è uno dei Paesi più anziani al mondo:

Stretta su pensioni anticipate e Tfr

Nel frattempo il Governo ha agito, tramite la Manovra, su questi fronti:

Ed è cambiato anche il meccanismo di destinazione del Tfr per i neoassunti nelle aziende con più di 50 dipendenti: in assenza di una scelta esplicita entro 60 giorni, il trattamento di fine rapporto confluirà automaticamente nei fondi pensione complementari.

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