Italia anziana, 8,5 badanti ogni 100 persone sole: il turn over offre una chance di lavoro

L’Italia invecchia e aumenta la richiesta di assistenza domiciliare per chi è solo. Anche i badanti sono sempre più anziani, così si apre un’opportunità di lavoro per i giovani

Pubblicato: 27 Febbraio 2025 13:19

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

In Italia la popolazione invecchia e cresce la necessità di assistenza per gli anziani che vivono da soli. Secondo il 1° Paper del Rapporto 2025 del Censis, ci sono 8,5 badanti ogni 100 persone sole con 60 anni o più. Un dato che racconta una realtà fatta di famiglie che cercano un supporto quotidiano per i propri cari e di lavoratori che trovano in questo settore un’opportunità di impiego stabile.

Questa domanda di assistenza non riguarda solo le grandi città, ma tocca ogni angolo del Paese. La possibilità di trovare lavoro come badante è reale e crescente, soprattutto in alcune regioni dove il rapporto tra anziani soli e assistenti domiciliari è particolarmente elevato. La popolazione che invecchia e il pensionamento delle badanti attuali aprono nuove opportunità per chi è in cerca di un’occupazione stabile e sicura.

In Italia ci sono pochi badanti: i dati Censis

Secondo il 1° Paper del Rapporto 2025 del Censis, in Italia ci sono solo 8,5 badanti ogni 100 persone sole con 60 anni o più. Questo significa che sempre più famiglie si affidano a un aiuto esterno per prendersi cura degli anziani, spesso soli e in difficoltà.

La necessità è più forte in Sardegna, regione che guida la classifica con 24,5 badanti ogni 100 persone sole, un dato che riflette la anche l’elevata età media della popolazione.

Anche altre regioni mostrano numeri significativi:

Al contrario, regioni come Campania e Calabria hanno meno bisogno di assistenti domiciliari grazie a una rete familiare più solida e presente.

L’Italia però sta diventando sempre più anziana. Quasi 5 milioni di persone con almeno 60 anni vivono da sole e rappresentano il 55% di tutti coloro che vivono soli (8,8 milioni in totale). Una situazione particolarmente diffusa nelle grandi città e nelle regioni del Nord, dove gli anziani hanno meno supporto familiare a disposizione. E in questo contesto, le badanti diventano una presenza indispensabile per garantire un aiuto quotidiano.

Invecchiamento delle badanti: turn over per i giovani

Oltre a una popolazione anziana in aumento, c’è un altro fattore che apre nuove opportunità lavorative: le badanti stesse stanno invecchiando. Secondo il Censis, il 42% dei lavoratori domestici ha almeno 55 anni, una percentuale che sale al 48,3% per le badanti.

Questo significa che quasi la metà delle badanti attuali andrà presto in pensione, lasciando un vuoto che dovrà essere colmato. Le giovani generazioni sembrano però meno interessate a questo lavoro: solo il 14,2% delle badanti ha meno di 35 anni, segno di un ricambio generazionale che fatica ad avvenire.

Di fronte a questi numeri, è chiaro che la domanda di badanti continuerà a crescere nei prossimi anni, offrendo una reale opportunità di lavoro per chi cerca un’occupazione stabile e duratura.

Un settore in crescita: tra domanda e lavoro irregolare

Nonostante l’elevata domanda di badanti, il settore dell’assistenza domiciliare è spesso caratterizzato da lavoro irregolare e precarietà contrattuale. Durante la pandemia, c’è stata una spinta verso la regolarizzazione, ma molti lavoratori sono tornati al nero appena l’emergenza è rientrata.

Secondo il Censis, è quindi fondamentale intervenire per incentivare la regolarizzazione del lavoro domestico con sgravi fiscali per le famiglie, ma anche aumentare le tutele contrattuali, garantendo stipendi dignitosi e condizioni di lavoro sicure per attirare i giovani.

© Italiaonline S.p.A. 2025Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963