Il mercato del lavoro italiano chiude il 2025 con un segnale positivo: il saldo annualizzato nel settore privato si attesta a circa 342.000 nuove posizioni, confermando una tendenza espansiva ormai consolidata, sebbene in progressivo rallentamento rispetto ai picchi registrati nel corso dell’anno.
Lo rileva l’Osservatorio sul mercato del lavoro dell’Inps. Il dato è ancora provvisorio, poiché le aziende possono integrare le informazioni relative a dicembre con la denuncia del mese di gennaio.
Indice
I dati di fine anno
I numeri chiave del 2025 delineano un quadro chiaro:
- 8.031.456 nuovi rapporti di lavoro dipendente attivati nel settore privato (esclusi operai agricoli e domestici);
- 7.689.523 cessazioni nel corso dell’anno;
- 341.933 il saldo netto, in flessione rispetto alle 362.311 unità del 2024 (-1,3%).
Il contratto a tempo indeterminato resta il principale motore della crescita occupazionale e rappresenta il 91,5% della variazione tendenziale positiva. Nel dettaglio, nel 2025 si registrano:
- 1.224.285 nuove assunzioni a tempo indeterminato;
- 775.354 trasformazioni da contratto a termine;
- 114.562 trasformazioni da apprendistato;
- 1.759.061 cessazioni di rapporti a tempo indeterminato.
Il saldo netto per questa tipologia si attesta a +312.798 unità, in leggero aumento rispetto alle 311.899 del 2024.
Chi cresce e chi frena
Non tutte le forme contrattuali mostrano lo stesso andamento. Le variazioni rispetto al 2024 delineano un quadro articolato:
- contratti di apprendistato: -6,7%;
- contratti a tempo indeterminato: -4,5%;
- contratti in somministrazione: -3,1%;
- contratti a tempo determinato: -1,4%;
- contratti stagionali: +1,3%;
- contratti intermittenti: +4,9%.
Si distinguono positivamente le forme di lavoro più flessibili, mentre calano quelle tradizionalmente legate alla crescita strutturale delle imprese. Sul fronte aziendale, la flessione delle assunzioni riguarda soprattutto:
- aziende fino a 15 dipendenti: -3,1%;
- quelle tra 16 e 99 dipendenti: -0,6%;
- le grandi aziende con oltre 100 dipendenti: +0,1%.
Il contributo dei territori
La crescita occupazionale interessa tutto il territorio nazionale, ma con intensità diverse. Dei quasi 342.000 rapporti di lavoro in più registrati a dicembre 2025 rispetto allo stesso mese del 2024:
- Nord: +152.266 unità;
- Centro: +80.020 unità;
- Mezzogiorno: +109.943 unità;
- Estero: -196 unità.
Il Sud conferma il trend positivo anche nei contratti stabili: ben 90.030 dei 312.798 posti a tempo indeterminato in più a livello nazionale provengono dalle regioni meridionali. Nel confronto tra dicembre 2025 e dicembre 2021, il saldo positivo complessivo nel Sud è pari a 473.895 rapporti di lavoro, di cui 359.813 a tempo indeterminato.
Il quadriennio in prospettiva
Il bilancio di medio periodo conferma la solidità della ripresa occupazionale italiana. Confrontando dicembre 2025 con dicembre 2021, il saldo positivo complessivo è di 1.644.758 posizioni di lavoro, di cui 1.382.657 a tempo indeterminato.
Secondo il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, i dati dell’Osservatorio restituiscono un quadro incoraggiante:
la tenuta del sistema previdenziale dipende direttamente dalla qualità e dalla continuità dell’occupazione. Il saldo annualizzato positivo di circa 342mila posizioni e il peso prevalente dei rapporti a tempo indeterminato indicano che la solidità del mercato del lavoro resta la condizione essenziale per costruire una previdenza più forte. Percorsi occupazionali stabili e continui sono infatti fondamentali per garantire nel tempo un’adeguata contribuzione.