Festa di San Francesco il 4 ottobre, quanto spetta in più in busta paga: la simulazione

Il 4 ottobre 2026, festa nazionale di San Francesco, cade di domenica: per la festività non goduta spetta una quota aggiuntiva in busta paga

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Dal 2026 il 4 ottobre, giorno dedicato a San Francesco d’Assisi, è tornato a essere una festività nazionale.

Per molti lavoratori questo significa trovare nello stipendio di ottobre una quota aggiuntiva legata alla festività non goduta. L’importo non è uguale per tutti, perché dipende dal sistema di retribuzione, dall’orario individuale e dalle regole previste dal Ccnl.

Il 4 ottobre torna festa nazionale

È stata la Legge 8 ottobre 2025, n. 151 (in vigore dal 1° gennaio 2026) a istituire la festa nazionale di San Francesco d’Assisi, da celebrare ogni anno il 4 ottobre. La ricorrenza è stata inserita nell’elenco delle festività previsto dalla legge 27 maggio 1949, n. 260.

Per i lavoratori dipendenti la festività comporta il diritto ad astenersi dal lavoro mantenendo il trattamento economico previsto dalla legge e dalla contrattazione collettiva. Ma attenzione: per il 2026 il 4 ottobre arriva di domenica.

Quando una festività nazionale cade di domenica, il lavoratore perde di fatto la possibilità di beneficiare di un ulteriore giorno di riposo. Per questa ragione, nel caso del 4 ottobre 2026, ai lavoratori spetta il trattamento economico previsto per la festività non goduta. Ai dipendenti mensilizzati spetterà quindi una quota giornaliera aggiuntiva oltre alla normale retribuzione. La cifra precisa dipende però dal Ccnl e dalla situazione del singolo dipendente.

Per chi riceve uno stipendio fisso mensile, le festività infrasettimanali sono normalmente già comprese nella retribuzione ordinaria e non generano una somma ulteriore. La situazione cambia quando la festività coincide con la domenica. In questo caso viene riconosciuta un’ulteriore quota giornaliera di retribuzione.

Il calcolo da fare, in linea generale, è: retribuzione lorda mensile fissa ÷ divisore previsto dal proprio Ccnl.

Chi viene pagato a ore

In caso di dipendenti con retribuzione oraria, salvo diverse disposizioni del contratto collettivo, il compenso per la festività non goduta viene calcolato considerando un sesto dell’orario settimanale contrattuale.

Il calcolo da fare: retribuzione oraria lorda × (ore settimanali ÷ 6).

Per un lavoratore part-time, invece, deve essere considerato l’orario settimanale individuale.

Privato e pubblico

Il trattamento riportato riguarda principalmente il settore privato, mentre per il pubblico impiego occorre verificare la specifica disciplina collettiva applicabile, perché il trattamento economico può seguire regole diverse.

La simulazione

Il Sole 24 Ore riporta la simulazione di Giuseppe Buscema, esperto della Fondazione studi dei Consulenti del Lavoro:

Cosa succederà negli anni in cui il 4 ottobre non sarà domenica

Nei prossimi anni in cui la festività di San Francesco d’Assisi cadrà in un normale giorno lavorativo il trattamento sarà diverso. Per i lavoratori mensilizzati, la festività infrasettimanale è normalmente già compresa nello stipendio mensile, quindi non c’è una quota giornaliera aggiuntiva.

Per chi è retribuito a ore la festività può comportare il riconoscimento dell’importo previsto dalla disciplina contrattuale, generalmente calcolato su un sesto dell’orario settimanale e sulla relativa retribuzione oraria.

Se il lavoratore presta servizio durante la festività, oltre alla normale retribuzione entra in gioco la maggiorazione per lavoro festivo prevista dal Ccnl o dagli eventuali accordi aziendali.

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