Bonus giovani e donne scaduti, salta il rinnovo del decreto Milleproroghe 2026

I contributi statali per l’impiego stabile di giovani e donne non sono stati confermati per motivi tecnici: forse rimandati a febbraio

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Redazione

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Bonus giovani e Bonus donne spariti dal Decreto Mille proroghe, il provvedimento che sposta in avanti la fine di misure e agevolazioni e che è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Non è stata posticipata la scadenza, prevista per il 31 dicembre 2025, della misura fondamentale a supporto dell’assunzione a tempo indeterminato di due delle categorie di lavoratori più in difficoltà nel tessuto sociale italiano. Per motivi tecnici, dicono dai ministeri.

Era necessario che prima venisse approvata la Legge di Bilancio. Senza di quella, era difficile riuscire a tirare le somme per capire se ci fossero le coperture necessarie a garantire un sostegno all’impiego permanente di persone under 35 e di sesso femminile.

Attesi gli emendamenti al Milleproroghe

C’è ancora la possibilità che possano essere reinseriti all’interno del provvedimento come emendamenti in sede di conversione in legge. Il Governo assicura che i tanto promessi incentivi per l’occupazione ci saranno, ma bisognerà aspettare probabilmente almeno il mese di febbraio.

Con la parola bonus in questo caso si fa riferimento a un aiuto duplice da parte dello Stato. Già da metà dello scorso anno ha pagato, per intero o comunque in larga parte, i contributi previdenziali al posto delle aziende che hanno assunto a tempo indeterminato alcune categorie specifiche di lavoratori.

Cos’è il bonus donne da 650 euro

La situazione lavorativa per le persone di sesso femminile in Italia non è delle più rosee: sono pagate con stipendi bassi e mai continuativi. L’occupazione delle donne è purtroppo ancora strettamente subordinata alla gestione del lavoro di cura della famiglia. Sono fattori che ogni datore di lavoro privato mette in conto: assumere una madre di famiglia significa avere sempre a che fare con giorni di riposo forzati dalla malattia della prole o dall’assistenza ai parenti più anziani.

Diritti sacrosanti che entrano in violenta contraddizione con la logica imprenditoriale. Ha perfettamente senso che sia lo Stato a farsi carico di presunte perdite in termini di produttività al posto di chi ha fatto del rischio d’impresa il suo credo di vita. Il Bonus donne rappresentava una risposta molto utile a questa incongruenza di sistema.

Al momento dell’assunzione le persone dovevano rispettare i seguenti requisiti:

L’esonero del pagamento dei contributi era pari al 100% nel limite massimo di 650 euro su base mensile per ciascuna lavoratrice assunta.

Cos’è il bonus giovani per gli under 35

L’Italia non è un Paese per giovani. Lo dicono le statistiche. Secondo l’Istat più di 50.000 giovani laureati l’anno lasciano questa nazione per andare a lavorare all’estero.

Sono soprattutto le condizioni salariali a essere il motore che spinge così tanti giovani ad abbandonare il proprio Paese, dove è quasi impossibile fare esperienza senza essere sfruttato fino a essere troppo anziano per beneficiare di contratti di apprendistato o stage curriculari.

Il Bonus giovani nasce con il proposito di incoraggiare i datori di lavoro ad assumere a tempo indeterminato persone con meno di 35 anni, a condizione che non abbiano mai avuto un contratto stabile, con le stesse condizioni del bonus giovani.

Resta un tasto dolente che l’unico modo in cui si possa intervenire concretamente a favore di giovani e donne è che sia lo Stato, attraverso il sistema previdenziale nazionale, a farsi carico dei rischi che normalmente dovrebbero ricadere sull’imprenditore.

Una continua privatizzazione dei profitti, accompagnata da una presa in carico da parte spesa pubblica delle perdite, è indice di un sistema affatto equo e per nulla sostenibile sul lungo termine.

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