Apple e la Commissione europea fanno pace e provano a chiudere il lungo contenzioso sulle regole dell’App Store. Dal primo ottobre 2026 entreranno in vigore nuovi termini commerciali per le applicazioni distribuite nell’Unione europea. Gli sviluppatori potranno affiancare al sistema di pagamento Apple soluzioni alternative, mentre la struttura delle commissioni sarà semplificata. Bruxelles accoglie con favore la revisione, ma ha già fatto sapere che verificherà sul campo l’effettiva applicazione delle nuove regole.
La riforma non è altro che l’attuazione del Digital Markets Act, il regolamento europeo che impone ai grandi operatori digitali, di aprire i propri ecosistemi alla concorrenza. Apple, in particolare, è stata accusata di mantenere un controllo eccessivo sui pagamenti e sulla distribuzione delle app per iPhone e iPad.
Il braccio di ferro con Bruxelles
Lo scontro tra l’azienda di Cupertino e le istituzioni europee nasce diversi anni fa. La Commissione ha ritenuto anticoncorrenziali alcune modalità con cui Apple impediva agli sviluppatori di informare gli utenti sull’esistenza di offerte esterne all’App Store. Il procedimento è culminato, nell’aprile 2025, con una multa da 500 milioni di euro inflitta alla casa americana proprio per queste violazioni.
Apple ha sempre difeso il proprio modello sostenendo che il controllo sull’App Store garantisca maggiore sicurezza, affidabilità dei pagamenti e protezione dagli abusi. Secondo l’azienda, la revisione delle regole rappresenta il risultato di una collaborazione con la Commissione e consente di superare i contrasti nati dall’applicazione del Digital Markets Act.
Le novità
Il nuovo accordo prevede un unico insieme di condizioni commerciali per tutti gli sviluppatori che distribuiscono applicazioni nell’Unione europea. Le app potranno essere pubblicate sull’App Store, distribuite attraverso marketplace alternativi oppure messe a disposizione direttamente sul web, nel rispetto dei requisiti di sicurezza stabiliti da Apple.
La Commissione europea ha accolto positivamente le modifiche, ma non considera conclusa la partita. Bruxelles continuerà a monitorare l’attuazione delle nuove condizioni per verificare se le alternative saranno davvero accessibili e convenienti o se resteranno ostacolate da vincoli tecnici, economici o informativi.
Le nuove commissioni
A cambiare sono soprattutto le tariffe applicate alle vendite di beni e servizi digitali. Dal primo ottobre, per le app presenti sull’App Store che utilizzano Apple In-App Purchase, la commissione ordinaria sarà del 26%, in calo rispetto al precedente 30%. La quota potrà scendere al 15% per gli sviluppatori che rientrano nei programmi agevolati, tra cui lo Small Business Program, il Mini Apps Partner Program e il Video Partner Program.
Per chi sceglie un sistema di pagamento alternativo direttamente all’interno dell’app, la commissione sarà invece del 20%. Anche in questo caso sono previste riduzioni fino al 10% per gli sviluppatori ammessi ai programmi dedicati.
Un’ulteriore possibilità sarà il cosiddetto “link-out”, cioè il collegamento a un sito esterno per completare l’acquisto. In questo scenario Apple applicherà una commissione del 15%, che potrà scendere al 10% per gli sviluppatori ammessi ai programmi agevolati.
| Modalità di acquisto o distribuzione | Commissione ordinaria | Commissione ridotta |
|---|---|---|
| Apple In-App Purchase sull’App Store | 26% | 15% |
| Pagamento alternativo dentro l’app | 20% | 10% |
| Link a un sito esterno | 15% | 10% |
| App distribuite via web o marketplace alternativi | 5% | — |
Cosa cambia per gli utenti
Per chi utilizza iPhone e iPad, l’impatto sarà concreto soltanto se gli sviluppatori decideranno di adottare le nuove opzioni di pagamento. Non tutte le applicazioni introdurranno automaticamente pulsanti o sistemi di pagamento alternativi, ma saranno i singoli sviluppatori a decidere se mantenere esclusivamente Apple In-App Purchase o offrire anche altre soluzioni.
Restano comunque alcuni controlli da parte di Apple. Le app distribuite fuori dall’App Store dovranno sottoporsi alla notarizzazione, una verifica pensata per individuare minacce gravi e problemi di funzionamento. Sono state inoltre introdotte misure specifiche per la tutela dei minori. Le applicazioni della categoria Kids non potranno utilizzare collegamenti esterni per completare gli acquisti.