Capsule del caffè nella raccolta differenziata, cosa cambia e da quando

Sul riciclo delle capsule del caffè l’Europa accelera con il Ppwr operativo dal 12 agosto 2026. Obiettivo: piena riciclabilità entro il 2030

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Le capsule monodose di caffè entrano ufficialmente nella raccolta differenziata: dal prossimo 12 agosto cambia il quadro normativo con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (Ppwr).

Le capsule del caffè saranno a tutti gli effetti considerate packaging soggetto agli obblighi di riciclo anche quando contengono ancora il residuo di caffè. Una delle opzioni tecniche, ma non l’unica, punta a fare in modo che la bioplastica prenda il posto della plastica tradizionale. Questo permetterebbe il conferimento delle capsule nell’organico per le capsule compostabili certificate.

Capsule di caffè riciclabili

Ma attenzione: la norma europea è il primo passo e non crea un automatismo, dunque per quanto riguarda il conferimento domestico dei rifiuti bisogna aspettare una normativa nazionale.

La novità avrà un impatto sulle abitudini dei consumatori, ma soprattutto sugli operatori dell’industria e sui sistemi di raccolta, che sono chiamati a riorganizzarsi in tempi rapidi.

L’obiettivo è fare in modo che entro il 2030 anche gli imballaggi più complessi divengano effettivamente riciclabili, superando le attuali ambiguità che hanno spesso relegato le capsule tra i rifiuti indifferenziati.

Per la filiera della plastica si tratta di una sfida: la capsula del caffè è un piccolo imballaggio, molto diffuso e comprendente materiali misti e residui organici, che ne rendono complesso il trattamento negli impianti tradizionali.

L’obiettivo è evitare che l’aumento dei conferimenti si traduca in maggiori scarti, sviluppando tecnologie di selezione più raffinate e soluzioni industriali capaci di intercettare anche le frazioni più piccole e complesse.

Il riciclo dell’alluminio

Diversa la situazione dell’alluminio. Cial, il consorzio per il riciclo degli imballaggi in alluminio, lavora da oltre quindici anni sul recupero delle capsule, attraverso raccolte dedicate nei punti vendita.

Negli ultimi dieci anni è stata avviata una sperimentazione di conferimento delle capsule nella raccolta differenziata domestica, in un bacino territoriale che comprende le province di Lecco e Monza e Brianza.

In questi territori, le capsule confluiscono negli impianti di selezione del multimateriale leggero, insieme a plastica, acciaio e materiali accoppiati. Attraverso il trattamento del sottovaglio, l’alluminio viene recuperato insieme ad altri piccoli componenti come tappi, blister e coperchi.

Bioplastiche, filiera pronta

Oggi circa un quinto delle capsule presenti sugli scaffali della grande distribuzione è già realizzato in bioplastica, con la possibilità di conferimento nella raccolta dell’organico.

Attraverso il consorzio Biorepack, infatti, le capsule compostabili possono essere trattate insieme alla frazione organica, recuperando anche il caffè residuo. Tuttavia, proprio sul fronte delle bioplastiche emergono le principali criticità del Ppwr.

Il regolamento impone agli Stati membri di definire ora una lista di prodotti che potranno essere realizzati in bioplastica al posto della plastica vergine vietata dal 2030. Il nodo è che i tempi sono strettissimi mentre l’obiettivo è complesso. Il confronto con le filiere e con i ministeri dell’Ambiente e delle Imprese è serrato al fine di trovare una soluzione.

Il Sole 24Ore riporta il commento di Giovanni Cassuti, presidente di Corepla, il consorzio di riciclo degli imballaggi in plastica:

Si tratta di un passaggio significativo che migliorerà la gestione di un imballaggio sempre più diffuso e che rappresenta una sfida per tutti gli attori della filiera. Proprio per questo, stiamo studiando processi dedicati in grado di valorizzare questo tipo di imballaggio per contribuire a rendere il sistema di riciclo e di recupero sempre più efficiente e sostenibile.

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