Tassa sui rifiuti in base a quanto si butta, arrivano i nuovi secchi: cos’è la Tarip

Il nuovo sistema di pesatura del secco indifferenziato premia chi differenzia meglio. Cambia il calcolo e la quota fissa

Pubblicato:

Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Diversi comuni italiani hanno iniziato la fase di sperimentazione per una nuova tassa sui rifiuti. Non più la famosa Tari, si va verso la Tarip, ovvero la tariffa puntuale dei rifiuti. La Tarip applicherà la normativa europea sulla gestione dei rifiuti, che stabilisce un principio semplice e più giusto: chi inquina paga. O meglio: paghi quanto butti.

Così il sistema di tariffazione basato sulla quantità effettiva dei rifiuti prodotti arriva in Italia e punta non solo a far pagare in base a quanto si getta, ma a premiare chi differenzia bene e a ridurre la produzione di indifferenziata. Come funziona la Tarip? In alcuni comuni sono già arrivati i nuovi secchi.

Tarip: come funziona

Per capire come funziona la Tarip, si può fare riferimento direttamente a uno dei comuni che ha avviato la fase sperimentale. La Tarip mette in pratica due principi della normativa europea (Direttiva 2008/98/Ce) sulla gestione dei rifiuti, che stabilisce il principio del “chi inquina paga” (art. 14) e incoraggia i sistemi di tariffazione basati sulla quantità effettiva di rifiuti prodotti (art. 4 e art. 8).

La tariffa puntuale dei rifiuti prevede, per ogni famiglia e attività economica, di pagare in base a quanto rifiuto secco non riciclabile viene effettivamente prodotto.

Nei comuni dove è iniziata la fase di sperimentazione, sono stati disposti diversi criteri per pesare correttamente i rifiuti di singole famiglie e attività. Alcuni hanno attivato una raccolta differenziata con appositi secchi, che prevede anche l’attività di pesare i rifiuti. Altri comuni hanno invece attivato un sistema digitale che, attraverso una carta che identifica il nucleo familiare, permette di sapere esattamente quando e quanto sta buttando il possessore di quella tessera.

Qual è la differenza tra Tari e Tarip

Le differenze tra Tari e Tarip sono diverse. La Tari è la tassa sui rifiuti, un tributo che si basa sui metri quadri della propria abitazione e sul numero di persone che vi abitano all’interno.

La Tarip invece è una tariffa rifiuti “puntuale”, ovvero si basa su una misurazione precisa. Al momento si parla soltanto di peso del rifiuto indifferenziato, quello difficile da riciclare perché comporta un lavoro di smistamento molto più complesso.

La Tarip fa anche altro, ovvero premia chi raccoglie meglio il rifiuto differenziato con una tariffa variabile ridotta. Chi produce più indifferenziata, paga di più.

In breve:

Come si calcola la Tarip?

La grande differenza tra Tari e Tarip è questa. Non importa se si ha una grande abitazione o se in casa abitano molte persone: se si effettua una raccolta differenziata consapevole e si produce poco rifiuto indifferenziato, si può pagare meno rispetto ad altri.

Il calcolo della Tarip prevede una quota fissa e una quota variabile, ovvero quella che può essere ridotta in base al “premio” per una corretta raccolta differenziata. C’è poi la quota aggiuntiva variabile, in caso di maggiori rifiuti.

Nel dettaglio:

Per raggiungere questo calcolo preciso con tanto di premio, le tecnologie utilizzate sono diverse e vanno da carte con microchip identificativi di un singolo nucleo familiare a sacchetti codificati, fino a nuovi secchioni. Queste novità, da qui al 2027, potranno essere utilizzate come “sperimentazione” prima di un allargamento su tutto il territorio nazionale.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963