Controlli fiscali per i bonus casa, 200mila lettere dell’Agenzia delle Entrate in arrivo

Dopo Superbonus e altri incentivi, l’Agenzia delle Entrate verifica gli immobili ristrutturati e chiede aggiornamenti catastali

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Sono in arrivo 200.000 lettere di compliance da parte dell’Agenzia delle Entrate, delle quali oltre un terzo riguarderà i bonus edilizi utilizzati per ristrutturare gli immobili. 20.000 nel 2026 e oltre 50.000 nel 2027 chiederanno conto dell’utilizzo di bonus come il Superbonus 110% per la ristrutturazione della propria abitazione e non solo.

Non tutti i beneficiari dei bonus edilizi saranno sotto esame. Basti pensare che gli edifici coinvolti nelle ristrutturazioni del Superbonus sono oltre 500.000, mentre le lettere arriveranno a circa 70.000 contribuenti. Saranno presi di mira i lavori che non rispondono al rapporto tra costo delle opere e valore della casa. La richiesta è quella di provvedere a un adempimento spontaneo per regolarizzare la propria posizione, con sanzioni ridotte. Nel tempo, questa posizione “amichevole” dell’Agenzia delle Entrate scadrà in favore di sanzioni più elevate.

Controlli sull’utilizzo dei bonus edilizi

Grazie ai bonus di ristrutturazione, molti immobili hanno visto cambiare il proprio valore, un elemento che ha un effetto diretto sulle rendite catastali, che devono essere comunicate al fisco. Si tratta di un passaggio che non avviene in automatico e che ha portato quindi all’invio delle lettere di controllo.

In totale, nel corso di un biennio, saranno inviate circa 70.000 lettere di compliance per invitare i beneficiari dei bonus edilizi che hanno ristrutturato le proprie abitazioni, e per i quali emergono delle irregolarità, a versare in maniera spontanea la cifra necessaria per regolarizzarsi.

Cosa accade in caso di irregolarità?

In caso di omessa o tardiva comunicazione della variazione catastale, si rischiano sanzioni da 1.032 a 8.264 euro. La cifra varia a seconda del ritardo o dell’impatto sull’immobile.

Prima di arrivare alla sanzione, l’Agenzia delle Entrate, attraverso le lettere di compliance, chiede ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione o di dimostrare di averlo già fatto.

A chi arriveranno le lettere?

Saranno in totale 200.000 le lettere che arriveranno ai contribuenti, ma nel settore dei bonus edilizi saranno 70.000 in due anni. Nel 2026 si attendono le prime 20.000 lettere, che saranno comunicate a chi ha usufruito di bonus edilizi come il Superbonus 110% per intervenire sulla propria abitazione.

Sono stati presi di mira i contribuenti che, in particolare, hanno visto crescere il valore dell’immobile senza comunicarlo. Non soltanto chi ha usufruito del Superbonus 110%, ma anche chi ha beneficiato di altri bonus o interventi agevolati come:

I casi sospetti analizzati dal fisco sono principalmente due: gli immobili con rendita rimasta a zero nonostante spese ingenti e le case fatiscenti trasformate in villette senza traccia in catasto.

Il calcolo sul quale è stato basato l’invio delle lettere è il seguente:

Si moltiplica la rendita catastale per 115,5 per la prima casa e per 126 se si tratta della seconda casa, ottenendo il valore sul quale è stato effettuato il confronto.

Se la spesa è inferiore, non ci sarà bisogno di aggiornare il valore catastale. Operazione necessaria invece nel caso in cui sia superiore. Se questo passaggio non è stato effettuato, si apre l’incongruenza che dà luogo all’arrivo della lettera.

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