Assegno unico di febbraio, la data di pagamento: bisogna aggiornare l’Isee

Cosa succede all'Assegno unico di febbraio tra rivalutazione Istat e nuove soglie Isee: il calendario Inps dei pagamenti è differenziato

Pubblicato:

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Con l’inizio del 2026 l’Assegno unico e universale per i figli a carico cambia. La misura gestita dall’Inps propone tre elementi nuovi: rivalutazione degli importi legata all’inflazione (+1,4%), nuove soglie Isee aggiornate e una revisione tecnica del calcolo dell’indicatore per le prestazioni familiari.

A febbraio arrivano i primi pagamenti dell’anno a regime e, soprattutto, scatta la scadenza relativa al rinnovo dell’Isee.

Quando arriva l’Assegno unico di febbraio

Per la mensilità di febbraio 2026, il calendario Inps prevede l’accredito dell’Assegno unico tra giovedì 19 e venerdì 20 per le famiglie che già percepiscono la misura e non hanno modificato la domanda o la situazione anagrafica.

Per chi ha presentato la domanda a gennaio, ha aggiornato l’Isee o ha subito ricalcoli rilevanti (ad esempio per nascita di un figlio o cambio di Iban), il pagamento può slittare nell’ultima settimana del mese (23-27 febbraio).

Tirando le somme la regola generale è: chi è già beneficiario a regime riceve l’assegno a metà mese, le nuove domande o le posizioni ricalcolate sono gestite con maggiore lentezza.

Chi non deve rifare domanda

Dal 2026 per chi ha una domanda di Assegno unico già accolta negli archivi Inps, non è necessario presentare una nuova richiesta: l’istanza ha valore pluriennale.

La domanda va ripresentata solo se la precedente è stata revocata, respinta o decaduta. Restano invece obbligatorie le comunicazioni di eventi che modificano la platea dei beneficiari: nascita di un figlio, variazione della condizione di disabilità, raggiungimento della maggiore età, cambio delle modalità di pagamento.

Quanto vale l’Assegno unico

Con la rivalutazione Istat dell’1,4%, gli importi mensili aumentano rispetto al 2025. Per ciascun figlio minorenne:

Tra queste due soglie, l’assegno decresce in modo progressivo all’aumentare dell’indicatore. A parità di reddito, alcune famiglie possono ritrovarsi in una fascia leggermente diversa rispetto al 2025, perché anche le soglie Isee sono state rivalutate.

Le maggiorazioni

Restano operative e rivalutate anche le principali maggiorazioni:

Si aggiungono questi incrementi:

Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore una riforma tecnica del calcolo Isee per alcune prestazioni sociali, tra cui l’Assegno unico. Accanto all’Isee ordinario, l’Inps utilizza un Isee “per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione”, che incorpora nuove regole:

Questo valore specifico non compare ancora come attestazione ufficiale separata, ma può essere consultato nel portale Inps, nella sezione dedicata alle Dsu. È questo l’indicatore effettivamente utilizzato per determinare l’importo dell’assegno unico nel 2026.

Cosa succede se non si rinnova l’Isee entro il 28 febbraio

Il 28 febbraio 2026 è la data spartiacque. Senza Dsu aggiornata:

In pratica, il mancato rinnovo non blocca l’assegno, ma ne riduce automaticamente l’importo fino alla messa in regola.

© Italiaonline S.p.A. 2026Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963