Assegno unico, importi in aumento ma attenzione al nuovo Isee: cosa cambia

Dal calendario dei pagamenti Inps agli importi rivalutati dell’1,4%: tutto quello che le famiglie devono sapere sull’Assegno unico 2026

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

L’Assegno unico e universale per i figli a carico si conferma nel 2026 ma cambia: con l’avvio del nuovo anno entrano in vigore nuove soglie Isee, con importi rivalutati dell’1,4%.

A questo si aggiunge il tema delle scadenze perché dal rinnovo dell’Isee dipende la possibilità di evitare il taglio automatico all’importo minimo.

Calendario dei pagamenti dell’Assegno unico 2026

L’Inps ha pubblicato il calendario ufficiale dei pagamenti per il 2026, valido per i nuclei che non hanno subito variazioni di Isee o di composizione familiare. Per il mese di gennaio, l’accredito è previsto mercoledì 21 e giovedì 22 gennaio 2026.

Ecco tutte le date in cui va in pagamento l’Assegno unico, mese per mese:

Per nuove domande o variazioni comunicate all’Inps, il pagamento avviene invece dall’ultima settimana del mese successivo alla presentazione della richiesta, con eventuali conguagli.

Importi rivalutati e nuove soglie Isee

Dal 1° gennaio 2026 scatta la rivalutazione automatica legata all’inflazione pari, come detto, all’1,4%. L’adeguamento riguarda sia gli importi dell’assegno sia le soglie Isee che determinano l’accesso alle diverse fasce.

Le nuove soglie Isee diventano:

Gli importi aggiornati dell’Assegno unico sono:

La struttura della misura resta invariata: l’assegno diminuisce progressivamente all’aumentare dell’Isee, ma una quota base è comunque garantita anche in assenza di attestazione.

Le scadenze

Il punto più delicato per le famiglie riguarda il rinnovo dell’Isee, scaduto il 31 dicembre 2025.

Gli importi di gennaio e febbraio 2026 continuano a essere calcolati sulla base dell’Isee valido al 31 dicembre 2025. Tuttavia, da marzo 2026, in assenza di un nuovo Isee, l’Inps applica automaticamente l’importo minimo dell’assegno.

Attenzione quindi: la rivalutazione dell’Assegno unico per il 2026, come detto, c’è ed è formalmente garantita dall’adeguamento all’inflazione. Il suo effetto concreto, però, rischia di restare invisibile per molte famiglie. L’aumento degli importi e lo spostamento delle soglie Isee non producono automaticamente più soldi nell’erogazione: tutto dipende dall’indicatore aggiornato del nucleo familiare e dalla fascia in cui si viene collocati. Sintetizzando: a parità di reddito alcune famiglie possono beneficiare di qualche euro in più mentre altre, senza un Isee aggiornato o con un indicatore che le spinge verso le fasce alte, finiscono per percepire lo stesso importo di prima o addirittura il minimo.

Per evitare penalizzazioni:

Nuovo calcolo Isee, cosa cambia davvero

Dal 1° gennaio 2026 entra in vigore una nuova modalità di calcolo dell’Isee, introdotta dalla legge di Bilancio, pensata per rendere l’indicatore più favorevole alle famiglie, in particolare a quelle con figli.

Tra gli elementi più rilevanti c’è una diversa valorizzazione dell’abitazione principale e di alcune componenti patrimoniali. L’Inps procederà:

Il calcolo dell’Isee può essere effettuato tramite il servizio online Inps (Isee precompilato) o tramite Caf e patronati.

Maggiorazioni

Accanto all’importo base dell’Assegno unico, restano confermate tutte le maggiorazioni per:

I dati sull’Assegno unico

Nei primi undici mesi del 2025 le famiglie italiane hanno ricevuto assegni per un totale di 18,1 miliardi di euro, che si sommano ai 19,9 miliardi erogati nel 2024.

Lo indica l’ultimo aggiornamento dell’Osservatorio statistico sull’Assegno Unico Universale relativo al periodo che va da gennaio 2024 a novembre 2025.

Nel 2025, l’assegno è stato versato a 6.279.392 famiglie, per un totale di 9.935.828 figli. A novembre, l’importo medio per figlio, incluse le maggiorazioni previste, è stato di 174 euro: si va da circa 58 euro per chi ha un Isee assente o sopra la soglia massima (45.939,56 euro nel 2025), fino a 224 euro per chi rientra nella fascia Isee più bassa (17.227,33 euro).

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