Bollo auto, cosa cambia dal 2028: addio alle date fisse di pagamento

Dal 2028 cambiano le regole sul bollo auto: addio alle scadenze fisse, pagamenti collegati all’immatricolazione e le novità della riforma

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

Dal 1° gennaio 2028 cambieranno alcune regole sul pagamento del bollo auto. La riforma non introduce aumenti delle tariffe e non modifica i criteri di calcolo della tassa automobilistica, ma interviene su scadenze, procedure e gestione dei versamenti. La novità è contenuta nella miniriforma approvata dal Consiglio dei Ministri nell’ambito del decreto legislativo sul federalismo fiscale. Per gli automobilisti il cambiamento principale riguarda il calendario: il bollo non sarà più legato alle scadenze fisse tradizionali, ma seguirà il mese di immatricolazione del veicolo. Le nuove regole riguarderanno anche auto a noleggio, veicoli usati destinati alla rivendita e mezzi sottoposti a fermo amministrativo.

Bollo auto riforma 2028, cosa cambia

La riforma 2028 che fa riferimetno al decreto legislativo sui tributi regionali e locali mantiene validi i criteri già utilizzati per il bollo auto, cioè potenza del veicolo in kW, classe ambientale e tariffe regionali. Le Regioni continueranno ad avere la possibilità di intervenire sugli importi entro i limiti previsti dalla normativa. Sono confermate anche le principali esenzioni e agevolazioni. Tra queste rientra il regime previsto per le auto elettriche, secondo le regole già applicate a livello territoriale.

Non cambia nemmeno il superbollo, che resta previsto per le auto con potenza superiore a 185 kW. Dal 2028 però verrà superato il sistema delle scadenze fisse legate ai mesi di aprile, agosto e dicembre. Per le auto nuove, il primo bollo avrà durata di 12 mesi e sarà collegato al mese di immatricolazione. Il pagamento potrà essere effettuato entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello in cui il veicolo è stato immatricolato. Negli anni successivi la scadenza sarà fissata all’ultimo giorno del mese di immatricolazione. Per esempio, se un’auto viene immatricolata a marzo, il primo pagamento potrà essere effettuato entro la fine di aprile. Negli anni successivi, invece, la scadenza cadrà alla fine di marzo. Per le auto già circolanti non cambierà la periodicità già maturata.

La riforma interviene anche sui versamenti effettuati per errore alla Regione sbagliata. In questi casi non sarà più il proprietario dell’auto a dover avviare una richiesta di rimborso e poi procedere con un nuovo pagamento. Saranno direttamente gli enti territoriali a trasferire le somme alla Regione competente. Le Regioni potranno inoltre introdurre, per determinate categorie di veicoli, la possibilità di pagamento con cadenza quadrimestrale.

Le novità per auto a noleggio e usate

Una parte della riforma riguarda il noleggio a lungo termine. Per stabilire a quale Regione versare il bollo non sarà più sufficiente fare riferimento alla sede legale della società di noleggio. Conterà invece il luogo in cui viene svolta l’attività ordinaria e prevalente. Dal 1° gennaio 2027, inoltre, i contratti di noleggio senza conducente dovranno essere registrati anche presso il PRA, il Pubblico Registro Automobilistico.

Novità anche per i commercianti di auto usate. La sospensione del bollo per i veicoli destinati alla rivendita sarà possibile solo se il passaggio di proprietà verrà trascritto al PRA entro 60 giorni dalla cessione. Quando il veicolo sarà rivenduto, il nuovo proprietario dovrà pagare la quota necessaria per riallineare la scadenza al mese della prima immatricolazione.

Il fermo amministrativo non sospende il bollo

Una delle modifiche più rilevanti riguarda il fermo amministrativo. Anche se un veicolo viene sottoposto a fermo fiscale da parte dell’agente della riscossione, il proprietario continuerà a essere tenuto al pagamento del bollo auto. La tassa, quindi, continuerà a maturare anche durante il periodo in cui il mezzo non può circolare per effetto del fermo.

Il sistema sarà monitorato attraverso l’ANTA, l’Archivio Nazionale delle Tasse Automobilistiche. L’archivio consentirà l’incrocio telematico dei dati tra Stato e Regioni, con l’obiettivo di rendere più efficienti controlli, notifiche e gestione dei pagamenti.

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