Dove finisce il petrolio che passa da Hormuz, la rotta verso la Cina

Il petrolio continua ad attraversare lo Stretto di Hormuz: dove arriva davvero il greggio del Golfo e perché la Cina è il primo destinatario

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Lo Stretto di Hormuz è uno dei punti più strategici del sistema energetico globale e la sua parziale chiusura ha fatto impennare i prezzi di petrolio e gas.

Questo passaggio marittimo largo appena poche decine di chilometri collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano ed è da decenni la principale arteria attraverso cui transitano i combustibili provenienti dai grandi produttori mediorientali.

Il petrolio iraniano continua a passare

Prima della crisi esplosa nel 2026, attraverso Hormuz passava circa un quinto del petrolio mondiale, oltre a una quota significativa di gas naturale liquefatto, fertilizzanti e materie prime strategiche come alluminio ed elio. Per questo ogni tensione nella regione ha effetti immediati sui mercati mondiali.

Secondo le analisi delle società di tracciamento delle petroliere, negli ultimi giorni il petrolio proveniente dall’Iran ha ripreso a transitare attraverso Hormuz.

Le esportazioni iraniane di greggio sono tornate intorno ai 2,1 milioni di barili al giorno, livelli simili a quelli precedenti all’inizio delle ostilità. Tuttavia il traffico è cambiato profondamente. In particolare, gran parte del greggio esportato dall’Iran ha oggi un unico grande acquirente finale: la Cina.

Le rotte del petrolio dopo Hormuz

Una volta superato lo stretto, le petroliere entrano nel Golfo dell’Oman e quindi nell’Oceano Indiano, da dove si diramano diverse rotte globali. Le principali destinazioni del petrolio che passa da Hormuz sono:

I Paesi che esportano petrolio attraverso Hormuz

Diversi produttori del Golfo Persico utilizzano lo stretto come principale uscita verso i mercati globali. Tra i principali esportatori ci sono:

Perché Hormuz è un’arma geopolitica

Il controllo del traffico nello Stretto di Hormuz offre all’Iran una potente leva strategica. Bloccare o limitare il passaggio delle petroliere significa:

Anche se le principali rotte energetiche colpite dalla crisi riguardano soprattutto l’Asia, le conseguenze si ripercuotono su tutto il sistema energetico mondiale.

Per l’Europa, la dipendenza diretta dal petrolio che attraversa Hormuz è più limitata rispetto ai Paesi asiatici, ma una crisi prolungata nello stretto comunque provoca forti oscillazioni dei prezzi dell’energia.

Per cercare di sbloccare il collo di bottiglia strozzato, gli Usa hanno avviato una campagna per conquistare l’isola di Kharg.

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