Spread Btp-Bund a 61 punti, interesse per le aste dei titoli di Stato a febbraio

Il differenziale resta vicino ai minimi: pesano i movimenti sui mercati e torna l’attenzione su debito pubblico e nuove emissioni

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

Lo spread Btp-Bund apre in leggero rialzo. Il differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi supera i 61 punti base, in ogni caso stabile e in linea con le giornate precedenti. È il risultato dell’aumento dei rendimenti dei Btp benchmark.

Il comportamento dei titoli di Stato italiani è quindi piuttosto regolare, anche alla luce dell’instabilità che alcuni asset stanno registrando sui mercati internazionali. Dopo i picchi dei giorni scorsi infatti, l’oro e l’argento proseguono il crollo, trainati in basso dalla nomina del presidente della Fed.

Spread Btp-Bund a 61 punti

L’apertura dei mercati finanziari del 5 febbraio vede lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a a 61 punti base (61,82). Un lieve rialzo dopo la virgola rispetto a 4 febbraio. Prosegue, in ogni caso, il trend verso l’alto, dopo che il 2025 ha fatto segnare una discesa storica.

Come abbiamo già spiegato, il leggero aumento è dovuto a una crescita dei rendimenti dei titoli di Stato italiani. Il Btp benchmark a 10 anni rende il 3,48%, contro il 2,84% dei Bund.

Con la nomina di Kevin Warsh a successore di Jerome Powell nel ruolo di presidente della Federal Reserve, la grande quantità di liquidità che si era riversata sui beni rifugio negli ultimi giorni è tornata su altri asset.

Oro e argento hanno registrato un crollo, scendo sotto la soglia record raggiunta, prima di risalire verso i 4.600. Un’instabilità che obbliga alla prudenza.

Il nodo debito pubblico

Il calo dello spread non cancella il problema strutturale del debito pubblico italiano, che continua a superare i 3.125 miliardi di euro e a pesare per oltre il 137,4% del Pil. Anche in un contesto di mercati più favorevoli, la sostenibilità del debito dipende dalla crescita economica.

Finché i tassi restano contenuti, l’Italia beneficia di un alleggerimento della spesa per interessi, ma un’inversione del ciclo monetario o un peggioramento dei conti pubblici potrebbe riaprire rapidamente le tensioni.

Per questo lo spread ai minimi è un segnale positivo, ma non una garanzia: il debito resta il principale fattore di vulnerabilità del Paese.

Prossime emissioni dei titoli italiani

Bene la domanda per il debito pubblico italiana. L’ultima emissione a 15 anni ha registrato ordini per 157 miliardi di euro. Un nuovo record, che segue i risultati delle tre aste consecutive di gennaio. Anche in quel caso i risultati sono stati incoraggianti, con miliardi di euro raccolti e una domanda sempre più alta dell’offerta.

Anche nel mese di febbraio ci sono degli appuntamenti da segnare in calendario.

Le aste dei titoli di Stato saranno:

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