Una parte crescente del risparmio degli italiani sta tornando verso le polizze vita collegate ai mercati finanziari. Il dato più significativo riguarda le polizze unit-linked, che nel primo trimestre del 2026 hanno raccolto 11,5 miliardi di euro, il 6,8% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si tratta di polizze vita in cui il capitale versato viene investito in fondi: il valore finale dipende dall’andamento dei mercati e, salvo specifiche garanzie contrattuali, può essere inferiore ai premi pagati.
Il cambiamento emerge dalla nuova analisi dell’Ivass sulla raccolta assicurativa. Non significa che le unit-linked siano sempre preferibili o necessariamente più rischiose di qualsiasi altra soluzione. Significa, però, che una quantità crescente di denaro viene affidata a prodotti nei quali il risultato dipende dall’andamento degli investimenti sottostanti.
Una polizza sottoscritta in banca o alle Poste non diventa per questo un deposito e non garantisce automaticamente la restituzione integrale del capitale.
Come stanno cambiando le polizze vita in Italia
Nel primo trimestre le imprese assicurative con stabile organizzazione in Italia hanno raccolto complessivamente 46,3 miliardi di euro, un valore quasi invariato rispetto al 2025. La stabilità del totale nasconde, tuttavia, movimenti molto diversi.
| Tipologia | Raccolta nel primo trimestre 2026 | Variazione annua |
| Polizze Vita tradizionali, ramo I | 19,3 miliardi | -4,0% |
| Unit-linked, ramo III | 11,5 miliardi | +6,8% |
| Fondi pensione assicurativi, ramo VI | 1,1 miliardi | -19,6% |
| Polizze Long Term Care, ramo IV | Quasi 100 milioni | +16,3% |
La flessione del ramo VI riguarda soltanto i fondi pensione gestiti dalle compagnie assicurative, non tutta la previdenza complementare italiana. Inoltre, l’85,6% della raccolta Vita proviene da premi unici: nella maggior parte dei casi, quindi, il capitale viene versato in un’unica soluzione e non attraverso pagamenti periodici.
Cosa sono le polizze unit-linked
Le unit-linked uniscono una copertura assicurativa a una componente finanziaria. Il premio, al netto dei costi previsti dal contratto, viene investito in quote di fondi interni alla compagnia oppure di organismi di investimento esterni.
Il valore della polizza cambia seguendo quello delle quote. Se gli investimenti salgono, il capitale può aumentare; se scendono, anche la somma liquidabile può ridursi. Come spiega la guida di QuiFinanza sulle assicurazioni vita, queste soluzioni hanno, quindi, una natura diversa dalle polizze tradizionali collegate alle gestioni separate.
| Elemento | Polizza tradizionale | Polizza unit-linked |
| Destinazione prevalente del premio | Gestione separata | Fondi interni oppure Oicr |
| Risultato | Collegato alla gestione della compagnia | Collegato al valore delle quote |
| Oscillazioni | Generalmente più contenute | Dipendono dai mercati sottostanti |
| Garanzia del capitale | Può essere prevista dal contratto | Non è automatica |
| Riscatto anticipato | Può subire penalizzazioni | Dipende dal valore delle quote e dai costi |
| Documenti da controllare | Condizioni e DIP aggiuntivo | KID, DIP aggiuntivo e condizioni |
La presenza della componente assicurativa non elimina, dunque, il rischio finanziario. Alcuni contratti possono prevedere protezioni o garanzie, magari soltanto alla scadenza o in caso di morte. Occorre, però, trovarle espressamente nella documentazione: non possono essere date per scontate.
Perché le unit-linked stanno tornando a crescere
La ripresa può essere favorita dall’andamento dei mercati e dalla ricerca di rendimenti superiori a quelli delle soluzioni maggiormente prudenti. Conta anche la distribuzione.
Secondo Ivass, gli sportelli bancari e postali intermediano il 60% dell’intera raccolta Vita. Insieme ai consulenti finanziari, la quota raggiunge il 76,2%. Nel solo ramo III, quello delle unit-linked, quasi il 30% della raccolta passa attraverso i consulenti.
Questa capillarità rende i prodotti facilmente accessibili, ma non deve sostituire il confronto. Il distributore è tenuto a valutare l’adeguatezza della soluzione rispetto a conoscenze, situazione finanziaria, obiettivi e capacità di sostenere eventuali perdite.
Quanto possono pesare i costi
Le polizze finanziarie possono presentare più livelli di spesa: costi sul premio, commissioni annuali del contratto, costi dei fondi sottostanti, eventuali commissioni di performance e penalità in caso di uscita anticipata.
Una differenza apparentemente modesta può diventare rilevante con il passare degli anni. In una simulazione puramente esemplificativa, 10mila euro investiti per dieci anni al 4% annuo crescerebbero a circa 14.802 euro. Con un punto percentuale annuo di costo aggiuntivo, e, quindi, una crescita netta ipotetica del 3%, il valore scenderebbe a circa 13.439 euro: oltre 1.360 euro di differenza, prima delle imposte.
La simulazione non rappresenta il rendimento di una specifica polizza. Mostra perché nel KID, il documento contenente le informazioni chiave, non basta guardare gli scenari favorevoli.
Cosa succede se si esce prima
Il riscatto anticipato è uno dei passaggi più sottovalutati. La somma ricevuta può dipendere dal valore raggiunto dalle quote proprio nel giorno in cui viene elaborata la richiesta. Se i mercati attraversano una fase negativa, la perdita può sommarsi alle eventuali penalità contrattuali.
L’Ivass spiega come controllare l’andamento di una polizza vita: per le unit-linked le compagnie pubblicano il valore della quota e inviano un rendiconto annuale con premi versati, riscatti e principali informazioni sul contratto.
Prima della sottoscrizione è opportuno ottenere risposte scritte a cinque domande:
- Il capitale è garantito, e in quali circostanze?
- Dove viene investito concretamente il premio?
- Quanto incidono complessivamente tutti i costi?
- Quanto riceverei uscendo dopo uno, tre o cinque anni?
- Quale perdita potrei subire nello scenario sfavorevole?
Quando una unit-linked può essere coerente
Una unit-linked può rispondere a esigenze di investimento, pianificazione patrimoniale e protezione assicurativa, a condizione che la durata, il rischio e i costi siano compatibili con il profilo del cliente.
Diventa problematica quando viene scelta pensando di acquistare un prodotto assimilabile a un conto deposito, quando il denaro potrebbe servire nel breve periodo oppure quando non è chiara la differenza tra premio versato e capitale effettivamente investito.