Fiducia dei consumatori in lieve aumento ma gli italiani comprano meno

La fiducia cresce ma di poco. Migliorano le attese sul futuro, ma famiglie e imprese restano caute tra rincari e incertezze economiche

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

L’Istat registra una fiducia dei consumatori in lieve, quasi impercettibile, aumento. Tra i consumatori, si evidenzia un miglioramento delle opinioni sul quadro economico nazionale e sulla situazione futura. Ma le valutazioni sul presente sono improntate ad una maggior cautela.

Lo afferma l’Istituto di Statistica; l’aumento è da 96,6 a 96,8; per le imprese aumenta da 96,6 a 97,6.

Consumatori, il presente resta incerto

Il lieve avanzamento della fiducia dei consumatori è sostenuto principalmente da due fattori:

Nel dettaglio:

Questi dati riflettono una diffusa prudenza. Gli italiani guardano al futuro con cauto ottimismo, ma restano guardinghi sul presente, in un contesto segnato da incertezze macroeconomiche.

Imprese, trainano i servizi ma frena il commercio

Il quadro delle imprese appare più dinamico, ma fortemente disomogeneo tra i diversi settori. La spinta principale arriva dai servizi di mercato, il cui indice balza da 100,2 a 103,4. Un contributo positivo, seppur più contenuto, viene anche dal settore manifatturiero, che passa da 88,5 a 89,2.

In controtendenza, due comparti mostrano segni di difficoltà:

Nell’industria manifatturiera migliorano i giudizi sugli ordini e le attese sulla produzione, ma si osserva un accumulo di scorte, segnale di possibili squilibri tra domanda e offerta.

Consumatori divisi

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, il rialzo della fiducia dei cittadini è inadeguato:

È positivo che la fiducia salga, ma il problema è che resta sempre sotto il livello di ottobre 2025, quando era pari a 97,6. […] Anche le componenti registrano dati contrastanti: se sale il giudizio sulla situazione della famiglia, restano ferme le attese; se aumentano le attese sulla situazione economica dell’Italia, peggiorano i giudizi; se migliorano le opinioni sull’opportunità e possibilità di risparmiare, precipitano le opportunità di acquistare beni durevoli. Insomma, non possiamo certo esprimere soddisfazione per questi dati.

Più clemente il Codacons, che giudica l’incremento della fiducia delle famiglie e delle imprese come un segnale positivo. Secondo l’associazione, l’aumento incide sulla propensione alla spesa delle famiglie e sulle aspettative per il futuro, e contribuisce a sostenere l’economia italiana. Continua il Codacons:

L’indice sulla fiducia registra la seconda crescita consecutiva sia per imprese che per i consumatori, un tesoretto che il governo deve sfruttare al meglio e con misure di sostegno a redditi e potere d’acquisto, perché il maggiore ottimismo di famiglie e imprese si traduce in maggiori consumi, investimenti, assunzioni, ecc. Su tali dati, tuttavia, pesa la scure dei rincari dei prezzi che stanno accompagnando l’avvio del 2026, e che nelle prossime settimane potrebbero avere un effetto negativo sul clima generale di fiducia nel nostro Paese.

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